Questo impianto rappresenta un risultato che colloca il presidio ospedaliero vibonese tra le prime strutture sanitarie, in Italia e nel mondo, ad adottare questa innovazione
È la dimostrazione concreta che, anche in una sanità spesso raccontata soltanto per le sue criticità, esistono professionalità capaci di portare innovazione, competenza e speranza.
È il caso dell’importante traguardo raggiunto dall’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia, dove è stato impiantato, per la prima volta, il più piccolo elettrocatetere transvenoso da defibrillazione oggi disponibile al mondo, una tecnologia di ultimissima generazione destinata ai pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa. Un risultato che colloca il presidio ospedaliero vibonese tra le prime strutture sanitarie, in Italia e nel mondo, ad adottare questa innovazione.
Una notizia da accogliere con sincero compiacimento.
Da anni raccontiamo le difficoltà della sanità calabrese e, in particolare, di quella vibonese. Proprio per questo riteniamo doveroso dare il giusto risalto a quei successi che dimostrano come, quando si investe nelle persone e nelle competenze, anche un ospedale spesso al centro delle cronache per le sue carenze possa diventare protagonista dell’innovazione.
Il merito va certamente all’intera équipe della Cardiologia, ma non possiamo nascondere la soddisfazione nel vedere ancora una volta protagonista il dottor Michele Comito, direttore della Cardiologia e dell’UTIC dello Jazzolino.

ViViPress ha sempre espresso stima nei confronti del dottor Comito, non soltanto per le sue riconosciute qualità professionali, ma anche per quelle umane. Chi lo conosce sa bene quanto il suo modo di vivere la professione sia caratterizzato da disponibilità, equilibrio e attenzione verso il paziente, qualità che rappresentano un valore aggiunto in un settore delicato come quello della cardiologia.
L’impianto del nuovo dispositivo rappresenta un significativo passo avanti nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa. Grazie ad un diametro di appena 1,5 millimetri e ad una tecnologia innovativa, il nuovo elettrocatetere consente una maggiore affidabilità e una riduzione delle possibili complicanze rispetto ai sistemi tradizionali.
«La nostra équipe ha eseguito con successo l’impianto in un paziente a rischio di morte cardiaca improvvisa», ha dichiarato Michele Comito, sottolineando come questa tecnologia permetta un posizionamento più selettivo dell’elettrodo e confermando che «il settore della cardiostimolazione dell’ospedale di Vibo Valentia si mantiene ancora una volta al passo con i tempi e con le più aggiornate tecnologie d’intervento».
Parole che non suonano come un punto di arrivo, ma come la conferma di un percorso costruito negli anni grazie all’impegno di professionisti che hanno scelto di lavorare nel nostro territorio senza rinunciare all’eccellenza.
Per questo il risultato assume un significato che va oltre il successo tecnico. È il segnale che anche a Vibo Valentia si può fare medicina di alto livello, offrendo ai cittadini cure sempre più avanzate senza costringerli a cercare altrove risposte ai propri bisogni di salute.
È la dimostrazione che la buona sanità esiste e che, quando viene sostenuta da professionisti di valore, riesce a restituire fiducia ad un territorio che troppo spesso si sente penalizzato.
Oggi, dunque, è giusto parlare di un’eccellenza tutta vibonese. Ed è altrettanto giusto riconoscere il lavoro di chi, come Michele Comito e la sua équipe, continua a dimostrare che competenza, aggiornamento scientifico e passione possono fare dello Jazzolino un punto di riferimento sempre più autorevole per la cardiologia calabrese.









