Gli atti sono stati trasmessi a Vibo Valentia per fare piena luce sulle cause del decesso. L’inchiesta ora si concentra sull’origine dell’infezione
La tragica morte del piccolo Alessio Pio Coppolino, il bambino di appena 15 mesi originario del Vibonese, continua a interrogare magistratura e opinione pubblica. Nelle ultime ore è arrivato un primo, importante punto fermo dall’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha diffuso un comunicato ufficiale dopo l’esame autoptico eseguito sul corpo del piccolo.
Secondo quanto reso noto dalla Procura, i primi riscontri medico-legali sembrano escludere responsabilità nella gestione sanitaria dell’Ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, struttura presso la quale il bambino era stato trasferito nel disperato tentativo di salvargli la vita.
Nel comunicato si legge infatti che “sulla base dei reperti macroscopici autoptici e dei primi risultati microbiologici, il decesso di Alessio Coppolino sarebbe da ricondurre ad un grave processo infettivo-infiammatorio sistemico, a carattere settico, con interessamento multiorgano, in particolare pleuro-polmonare, pericardico-cardiaco e meningo-encefalico, generato da un quadro microbico ovvero polimicrobico la cui natura risulta in corso di valutazione“.
La stessa Procura precisa inoltre che “il procedimento, iscritto presso questo Ufficio, è stato trasmesso per le opportune valutazioni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, essendo stati esclusi elementi di criticità nella gestione sanitaria presso l’Ospedale ‘Pugliese Ciaccio’ di Catanzaro“.
La morte del piccolo Alessio Pio aveva suscitato un’ondata di commozione in tutta la provincia di Vibo Valentia. Il bambino, residente a Zungri, era stato dapprima assistito nel territorio vibonese e successivamente trasferito d’urgenza nel presidio ospedaliero catanzarese, dove purtroppo è deceduto nonostante i tentativi dei sanitari.
Fin dai primi giorni, la magistratura aveva disposto il sequestro della cartella clinica e l’autopsia per chiarire le cause della morte e verificare l’eventuale esistenza di responsabilità lungo il percorso assistenziale. Parallelamente, la Procura di Vibo Valentia aveva disposto anche il sequestro dell’asilo nido frequentato dal bambino, nell’ambito delle indagini finalizzate a ricostruire l’origine dell’infezione e gli ultimi giorni di vita del piccolo. Le verifiche hanno riguardato tutti gli ambienti frequentati dal bambino, senza escludere alcuna ipotesi investigativa.
Il comunicato della Procura di Catanzaro rappresenta un passaggio importante, ma non chiude il caso. Al contrario, sposta il baricentro dell’inchiesta.
Se infatti sembrano emergere elementi che escludono criticità nell’assistenza ricevuta al “Pugliese-Ciaccio”, resta da accertare quando, dove e come il bambino abbia contratto il grave processo infettivo che, secondo i primi accertamenti, ha provocato una sepsi con interessamento di più organi.
Sarà dunque la Procura di Vibo Valentia a proseguire gli approfondimenti investigativi, raccogliendo gli ulteriori esiti degli esami microbiologici ancora in corso e valutando ogni elemento utile a ricostruire con precisione la drammatica sequenza degli eventi.
Per una famiglia devastata dal dolore, e per un’intera comunità profondamente scossa da questa tragedia, resta la necessità di arrivare ad una verità completa. La strada indicata dagli inquirenti è quella della massima prudenza: gli accertamenti scientifici non sono ancora conclusi e soltanto il completamento delle analisi potrà chiarire definitivamente la natura dell’agente patogeno e l’origine dell’infezione che ha spezzato la vita del piccolo Alessio.










