Premio Alberobosco al chirurgo tropeano Luigi Bonavina: “Ha messo al servizio della comunità calabrese il suo sapere e la sua esperienza”
“Anche il mio percorso di specializzazione è partito con una borsa di studio. Mi era stata indicata da una persona di enorme cultura di Tropea, mons. Francesco Pugliese “il teologo”, veniva bandita dal Rotary International, la vinsi, così arrivai negli Stati Uniti, dove poi rimasi altri anni a completare il dottorato di ricerca dedicato alla chirurgia ricostruttiva delle vie digestive superiori”.
A parlare è il prof. Luigi Bonavina, riconosciuto dall’American College of Surgeons tra i migliori chirurghi al mondo ed oggi impegnato nella realizzazione di un centro di chirurgia esofagea all’Università della Calabria, vincitore del Premio Alberobosco, all’interno della cerimonia di consegna della “Borsa di studio Antonio Mamone – Costruisco il mio futuro”.

La manifestazione, giunta all’ottava edizione, è organizzata dall’Associazione La Sterlizia odv, per rendere omaggio alla memoria di Antonio Mamone, imprenditore illuminato che credeva nei giovani, morto prematuramente nel 2018 all’età di 49 anni.
La cerimonia di consegna si è svolta al Tropis Hotel in un clima di festa e di entusiasmo, aperta dai saluti del sindaco Giovanni Macrì e chiusa con la testimonianza e le congratulazioni del vescovo di Mileto, Nicotera e Tropea, mons. Attilio Nostro.
A usufruire delle borse di studio, per un totale di 15.000 €, sono state quest’anno sei studentesse dell’Istituto di Istruzione Superiore di Tropea (Sara Sterlina, Sofia Porcelli, Carmen Bistricean, Marina Nadile, Clara Parisi, Miriam Michelizzi): “Tra le molteplici offerte formative del nostro Istituto – ha detto il dirigente, Nicolantonio Cutuli – c’è dunque la possibilità di prospettare questa borsa di studio ai nostri migliori alunni, grazie all’iniziativa dell’Associazione La Sterlizia, con la quale l’IIS di Tropea collabora da otto anni”.
Una quota della valutazione – formata prevalentemente dal curriculum degli studenti – che porta all’assegnazione della Borsa di Studio Antonio Mamone, è demandata ad una prova pratica gestita da Randstad, multinazionale olandese che si occupa di ricerca, selezione e formazione di risorse umane: “questa prova – ha spiegato sul palco del Tropis Hotel Nicola Mastroianni, Unit Manager di Randstad Italia – consiste nella simulazione di un colloquio di lavoro”.
E un elaborato con una ricetta, legata ad un percorso tra le tradizioni e i prodotti tipici della Calabria, ha rappresentato la prova sostenuta dai candidati per la Borsa di Studio del corso serale dell’Istituto Alberghiero, giudicati da una giuria formata dallo chef Enzo Barbieri, dalla scenografa Luisa Paglialunga e dal giornalista Pasqualino Pandullo. “A chi vuole intraprendere la carriera di cuoco, perché è così che preferisco chiamarmi – ha detto Enzo Barbieri, storico punto di riferimento per la cucina calabrese – consiglio di non scostarsi dalle nostre tradizioni e dai nostri prodotti, alcuni dei quali rischiano di essere travolti da continue sofisticherie, perché invece sono proprio quelli che la gente vuole gustare a tavola, soprattutto se arriva da fuori regione”.



Passaggi davvero emozionanti della serata, sono stati i racconti con i quali, prima, la presidente dell’associazione La Sterlizia, Domenica Mamone, ha ricostruito la genesi del nome Alberobosco, ovvero dell’immagine forte del simbolo grazie al quale il fratello Antonio continua a vivere; e, dopo, la raku artist Vanessa Cariati ha spiegato come ne abbia tradotto in un’opera il significato con Il Dono, il fiore e il frutto, che di anno in anno arricchiscono l’opera stessa con le frasi scelte dagli studenti premiati.
Accanto a quelle offerte da La Sterlizia, anche quest’anno le Borse Unitalent, scuola di formazione innovativa che si occupa di organizzare, realizzare e gestire corsi di aggiornamento, qualificazione e riqualificazione professionale – ha spiegato il fondatore e amministratore delegato, Marco De Nino – sia in aula che in modalità Fad ed E-Learning. A vincere l’opportunità di seguire un corso di informatica o di inglese offerti da Unitalent sono state le studentesse Chiara Mazzitelli, Anna Pietropaolo, Mariaceleste Mazzitelli, Sara d’Andrea, Asia Scrugli e Serafina Lavia.
A Illustrare la novità di quest’anno – altre sei borse di studio di € 250,00 ciascuna, per un totale di 1.500 € offerte da Banca Generali – è stato il financial planner dell’istituto di credito, Vincenzo Ferrara. “I premi speciali Orizzonte Futuro – ha detto Ferrara – vogliono essere un piccolo capitale di fiducia iniziale, per ricordare che ogni percorso di crescita ha bisogno di alleati che credono nel futuro di giovani talenti”. I premi di Banca Generali sono andati agli studenti Luigi Ciro, Chiara Stella, Maria Carone, Clara Gurzì, Rosa Brosio e Nadia Zangone.
La serata, con gli intermezzi musicali della cantante Katia Valente e del sassofonista Francesco Soldano, è stata condotta dal giornalista Pasqualino Pandullo e dal regista Francesco Carchidi, insegnante per Laboart, associazione partner dell’evento, che si occupa di inclusione sociale attraverso il teatro con la sua compagna di vita Maria Grazia Teramo










