Il professionista era già stato oggetto di un sequestro preventivo in quanto accusato dei reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche ed indebita compensazione
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare interdittiva, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di una società amministrata da un vibonese, che svolge le attività di imprenditore nel settore turistico-ricettivo e di commercialista, resosi responsabile, tra l’altro, del reato di indebita percezione erogazioni pubbliche sottoforma di crediti d’imposta inesistenti.
Il provvedimento è una diretta conseguenza dell’operazione avvenuta circa un mese fa grazie alla quale le Fiamme gialle vibonesi avevano eseguito il sequestro preventivo nei confronti del professionista che gestiva importanti strutture presenti lungo la “Costa degli Dei”, indagandolo anche per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche ed indebita compensazione, contestandogli anche illeciti amministrativi dipendenti da reato per “responsabilità amministrativa degli enti”.
I benefici incriminati erano quelli previsti dalla misura agevolativa denominata “Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno”, infatti le indagini avrebbero consentito di accertare che l’indagato, operando attraverso una ditta individuale e due società attive nel settore turistico-ricettivo, avrebbe attestato falsamente l’esecuzione di ingenti investimenti, così conseguendo indebitamente crediti d’imposta per importi milionari, compensandone una parte.
In particolare, gli investimenti dichiarati sarebbero risultati, in larga parte, inesistenti o non ammissibili ai benefici previsti dalla normativa di settore, in quanto riferiti a strutture in stato di abbandono, prive dei necessari titoli autorizzativi o, comunque, carenti dei requisiti prescritti per il riconoscimento dell’agevolazione fiscale. Uno di questi sarebbero i ruderi di Torre Balì, la torre di avvistamento situata a Santa Domenica di Ricadi.
Sulla base di quanto accertato, il G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia aveva disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, per oltre 8,5 milioni di euro finalizzato alla successiva confisca.
“L’attività odierna – si legge in una nota della Guardia di Finanza di Vibo Valentia – conferma l’impegno della Guardia di Finanza non solo nel recupero delle risorse indebitamente sottratte all’Erario, ma anche nel contrasto al rischio che attività imprenditoriali o professionali possano essere nuovamente utilizzate per la commissione di illeciti fiscali. In tale prospettiva, l’applicazione della misura cautelare interdittiva, prevista dal Decreto Legislativo n. 231/2001, mira ad impedire che l’attività dell’Ente possa continuare ad essere impiegata per conseguire indebiti vantaggi fiscali, arrecando pregiudizio alle risorse pubbliche, al corretto funzionamento del sistema tributario ed agli operatori economici che agiscono nel rispetto delle regole”.








