La scelta dell’Amministrazione Giordano segna un precedente importante e rafforza la cultura della trasparenza e della responsabilità amministrativa
Il Comune di Mileto scrive una pagina destinata a fare scuola. È infatti il primo Comune in assoluto ad adottare il nuovo importante provvedimento, confermando la volontà dell’Amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano di collocarsi all’avanguardia sui temi della buona amministrazione e della trasparenza.
Una decisione che porta la firma politica del sindaco Giordano e dell’assessore Ciccone, frutto di una visione amministrativa che punta a non limitarsi all’ordinaria gestione dell’ente, ma a cogliere tutte le opportunità utili a rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.
La delibera che reca in oggetto: Approvazione modifiche/integrazioni al Regolamento per la disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale, inserisce all’ articolo 51 la lettera w) che prevede: “le occupazioni di spazi ed aree pubbliche per la vendita e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate da soggetti in possesso di certificazione prefettizia di vittima o sentenza penale di riconoscimento della qualità di vittima di reati di tipo mafioso” e l’art. 71 che più chiaramente prevede: “Sono esentati dal canone i soggetti in possesso di certificazione prefettizia di vittima o sentenza penale di riconoscimento della qualità di vittima di reati di tipo mafioso”.
Essere i primi non rappresenta soltanto un dato cronologico. Significa assumersi la responsabilità di aprire una strada che potrà essere seguita da numerosi altri enti locali, dimostrando capacità di programmazione, attenzione alle innovazioni normative e volontà di tradurle rapidamente in atti concreti.
C’è da precisare che il provvedimento è stato stimolato da Martino Ceravolo, padre del giovane Filippo vittima innocente di mafia, da anni presente nel mercato settimanale di Mileto con una postazione di vendita. La decisione ha indubbiamente un alto valore a sostegno delle vittime della mafia, più che economico e si trasforma in un grande abbraccio nei confronti di chi ha patito un grave reato di mafia.
In un momento storico in cui ai Comuni viene chiesto sempre maggiore rigore nella gestione della cosa pubblica, la scelta compiuta dall’Amministrazione di Mileto assume un significato che va oltre i confini cittadini. È il segnale di un ente che non aspetta che siano gli altri a fare il primo passo, ma sceglie di diventare un punto di riferimento.
Va riconosciuto al sindaco Fortunato Giordano il merito di aver sostenuto un percorso amministrativo improntato alla modernizzazione dell’ente, mentre all’assessore Francesco Ciccone spetta il merito di aver seguito un iter che oggi consente a Mileto di poter rivendicare un primato significativo.
Dal canto suo , lo stesso sindaco Giordano che si è detto felice per questa decisione ringraziando tutti i consiglieri comunali: “Completiamo un iter che consente di proseguire nel segno della scelta dell’Amministrazione del Comune di Mileto, verso provvedimenti univoci per la conferma della legalità e della solidarietà nei confronti di chi ha bisogno e di chi in questo caso ha subito reati gravissimi. A Martino, e per il suo tramite a tutte le vittime di mafia, porgiamo ancora una volta il nostro abbraccio certi che questi piccoli gesti abbiano però un valore altissimo e siano da monito anche per i più giovani”.
Per la cronaca il provvedimento è stato votato all’unanimità. Anche il capogruppo di minoranza Michele Rombolà si è schierato a favore, condividendo la scelta dell’amministrazione comunale.
Martino Ceravolo è stato ricevuto nella Sala Consiliare del Comune di Mileto e ha dichiarato: “ringrazio per questo segnale importante e applaudo l’amministrazione comunale di Mileto che è stata la prima sia nella provincia di Vibo Valentia che in Calabria, a emettere un provvedimento di questo genere. Mi auguro che sulla scia di Mileto altri Comuni e soprattutto Vibo Valentia che è capoluogo, prendano esempio e diventino più sensibili nei confronti delle vittime di mafia. Per me e per la mia famiglia e per tutte le vittime di mafia si tratta di gesti molto importanti perché ci stimolano ad andare avanti nella lotta per l’affermazione della legalità. In questo modo il nome di Filippo non verrà mai dimenticato, anzi diventa stimolo per iniziative di questo tipo. La speranza è che quello che è successo a me e mio figlio non succeda mai più. Infine ringrazio tutti i cittadini di Mileto e dei paesi viciniori che mi dimostrano sempre vicinanza”.
L’auspicio è che questa iniziativa possa rappresentare un modello virtuoso anche per altre amministrazioni calabresi. Perché quando un Comune dimostra coraggio amministrativo e capacità di innovare, il beneficio non riguarda soltanto la comunità locale, ma contribuisce ad alimentare quella cultura della legalità, dell’efficienza e della trasparenza di cui le istituzioni hanno oggi più che mai bisogno.










