Dall’intensità del Miserere di Allegri alle sonorità contemporanee di David Lang e Thomas Jennefelt, il prestigioso ensemble diretto da Filippo Maria Bressan emoziona il pubblico. Commovente la dedica ad Andrea Minasi
Il Duomo di San Leoluca, a Vibo Valentia si è trasformato, per una sera, in un luogo dove la musica ha saputo andare ben oltre la dimensione del concerto, diventando esperienza di fede, riflessione e profonda partecipazione emotiva. Il Coro Giovanile Italiano, diretto dal M° Filippo Maria Bressan, ha regalato al numerosissimo pubblico presente un’esecuzione di altissimo livello artistico, capace di coniugare perfezione tecnica e intensa spiritualità.
L’appuntamento, inserito nel calendario delle iniziative promosse da Feniarco, in collaborazione con l’Organizzazione Cori Calabresi, è giunta al termine di una “due giorni” di studio e masterclass dedicata a coristi e musicisti provenienti da diverse regioni ed ha rappresentato uno degli eventi culturali più significativi dell’estate vibonese.
Ad aprire la serata è stato il “Miserere” di Gregorio Allegri, una delle pagine più alte della musica sacra. Fin dalle prime note il Duomo è stato avvolto da un’atmosfera di raccoglimento, con le voci dei giovani coristi che hanno restituito tutta la forza spirituale del Salmo 51, trasformando il tema del pentimento in un messaggio universale di misericordia e speranza.
Quindi, il rigoroso e luminoso “Der Geist hilft unser Schwachheit auf” BWV 226 di Johann Sebastian Bach. Una pagina che, attraverso il testo della Lettera ai Romani, celebra l’azione dello Spirito Santo quale sostegno della fragilità umana. Il Coro Giovanile Italiano ha saputo esaltarne la complessa architettura polifonica con un equilibrio timbrico e una maturità interpretativa davvero straordinari.
Di grande impatto anche l’approdo alla contemporaneità con “The Little Match Girl Passion” di David Lang. Ispirata alla celebre fiaba della piccola fiammiferaia di Andersen, l’opera affronta il tema del dolore e dell’emarginazione con una scrittura essenziale ma capace di raggiungere una forza emotiva intensa. Un invito a non restare indifferenti davanti alle sofferenze del nostro tempo.
Il programma si è concluso con “Warning to the Rich” dello svedese Thomas Jennefelt, tratto dalla Lettera di San Giacomo, una potente denuncia contro l’avidità e le ingiustizie sociali. Una composizione moderna che ha confermato come la musica sacra continui ancora oggi a parlare con sorprendente attualità alla coscienza dell’uomo.
L’intero concerto ha delineato un percorso coerente e coinvolgente: dalla richiesta di perdono alla speranza, dalla compassione alla responsabilità personale. Un itinerario spirituale interpretato con straordinaria sensibilità dai 42 giovani cantori provenienti da tutta Italia.
Particolare motivo di orgoglio per la comunità vibonese è stata la presenza del giovane tenore Arturo Neri, uno dei quattro coristi calabresi selezionati nel prestigioso ensemble nazionale, accolto con affetto dal pubblico della sua città.
Tra i momenti più toccanti della serata vi è stata la dedica del concerto ad Andrea Minasi, giovane musicista del Conservatorio “Fausto Torrefranca” e allieva del maestro Gianfranco Cambareri, ricoverata in gravi condizioni dopo il tragico incidente avvenuto nei giorni scorsi a Vibo Valentia. Le note eseguite nel Duomo si sono trasformate in una preghiera collettiva e in un ideale abbraccio della comunità nei confronti della giovane artista, accompagnato dall’augurio di una pronta guarigione.
Determinante la direzione del M° Filippo Maria Bressan, elegante, essenziale e sempre capace di mettere la musica al servizio del suo significato più profondo. Prima dell’esecuzione, dopo il saluto introduttivo del giornalista Maurizio Bonanno, da sempre vicino all’OCC sin dalla sua costituzione, il maestro Gianfranco Cambareri, presidente dell’Organizzazione Cori Calabresi (OCC) e direttore del Coro del Conservatorio “Fausto Torrefranca”, ha guidato il pubblico all’ascolto illustrando il contesto storico, musicale e spirituale delle opere proposte, contribuendo a rendere ancora più intensa la partecipazione degli spettatori.
Alla serata hanno preso parte numerose autorità civili e religiose, tra cui il sindaco Enzo Romeo, il vescovo mons. Attilio Nostro, il parroco emerito del Duomo mons. Giuseppe Fiorillo e l’attuale parroco don Pasquale Rosano, a testimonianza dell’alto valore culturale e spirituale dell’iniziativa.
Il lungo applauso finale non è stato soltanto il meritato riconoscimento per un’esecuzione impeccabile, ma il segno di una comunità che ha saputo ritrovare, attraverso la bellezza della musica corale, uno spazio di riflessione, condivisione e speranza.
In un tempo in cui il rumore sembra spesso prevalere sul silenzio, il Coro Giovanile Italiano ha ricordato come la musica possa ancora rappresentare un linguaggio universale capace di unire, elevare gli animi e restituire centralità ai valori più autentici.
Una serata che Vibo Valentia conserverà a lungo nella memoria, non solo per la qualità artistica dell’esecuzione, ma per la forza del messaggio umano e spirituale che le sue note hanno saputo consegnare al cuore di tutti i presenti. Con il finale a sorpresa: un bis particolare, eseguito all’esterno del Duomo che ha rappresentato l’omaggio del Coro Giovanile Italiano alla Calabria con l’esecuzione di uno dei più canti popolari della tradizione folkloristica calabrese.









