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Francavilla, il Paese del Drago: una leggenda che diventa progetto e che guarda al futuro (VIDEO)

Francavilla, il Paese del Drago: una leggenda che diventa progetto e che guarda al futuro (VIDEO)

da Maurizio
12 Agosto 2026
in cultura
Tempo di lettura: 4 minuti
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Dalla storia alla promozione del territorio, passando attraverso un simbolo capace di raccontare l’identità di una comunità. Francavilla Angitola riscopre il suo Drago e prova a trasformare una suggestione antica in un progetto ampio e ambizioso

Ci sono luoghi che hanno la fortuna di poter mettere insieme leggenda, storia, cultura e futuro. Basti pensare al rapporto tra Francavilla e la leggenda del drago, che offre una base particolarmente suggestiva: il territorio con le sue grotte, i corsi d’acqua sotterranei e il patrimonio che affonda le sue radici nella Magna Grecia fino ad arrivare al periodo medievale. Tutto questo è già parte di un affascinante racconto, di una identità custodita nelle storie, nelle tradizioni, nella memoria collettiva.

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Francavilla Angitola e il suo Drago possono diventare molto più di una leggenda: possono essere il simbolo attraverso il quale raccontare il paese, la sua storia, il suo patrimonio e persino la sua idea di futuro.

È questa la sfida che comincia a prendere forma a Francavilla Angitola, a partire dalla presentazione del recente libro di Aldo Bonelli, francavillese che il proprio lavoro ha portato in giro per il mondo senza mai recidere il legame con la terra d’origine. Una serata che, oltre a presentare il volume e il suo autore, si è trasformata in un momento di confronto su un’idea destinata a guardare ben oltre la singola iniziativa.

Perché “Paese del Drago” non vuole essere soltanto una definizione suggestiva. Può diventare un marchio identitario, un filo conduttore capace di unire memoria e contemporaneità, cultura e turismo, tradizione e nuove forme di comunicazione.

A fare da motore all’idea è Romeo Aracri, che ha condotto la serata davanti a un pubblico numeroso e partecipe. Una presenza significativa, quella registrata all’incontro, che ha confermato quanto il tema dell’identità e della valorizzazione del territorio possa parlare direttamente alla comunità.

Accanto all’autore sono intervenuti gli amministratori comunali, gli assessori Giuliana Caruso e Gregorio Torchia, chiamati a illustrare le linee guida di un progetto che ha trovato la disponibilità e la condivisione proprio dell’Amministrazione comunale e il sostegno della Pro Loco rappresentata dalla presidente Ilaria Servello.

L’obiettivo è quello di costruire progressivamente un percorso nel quale il Drago diventi il protagonista di un racconto territoriale più vasto.Del resto, la leggenda è già profondamente radicata nella storia locale. Le sue origini non sono certe e lo stesso materiale storico-culturale dedicato a Francavilla ipotizza un possibile collegamento con la tradizione di San Giorgio, ma anche con la particolare conformazione del territorio, ricco di grotte e corsi d’acqua sotterranei e, secondo antiche testimonianze, di possibili resti di animali preistorici.

È proprio questa zona di confine tra storia e leggenda a rendere il simbolo particolarmente potente. Il Drago può così diventare il personaggio attraverso il quale raccontare Francavilla ai visitatori, ma anche il modo per consentire agli stessi francavillesi di rileggere il proprio paese. Un racconto che può comprendere il patrimonio medievale, il parco archeologico del Pendino, le chiese, i conventi, le tradizioni religiose e popolari.

Francavilla, osservata dall’esterno, sembra quasi «un drago addormentato», mentre attraversandone le strade e arrivando fino al Pendino emerge un patrimonio storico che testimonia le diverse epoche vissute dall’abitato.E poi ci sono le tradizioni che continuano a vivere nella comunità: San Foca, i “taraji” dalla caratteristica forma di serpente, la “Cumprunta”, i riti e le feste che scandiscono il calendario francavillese.Tutto questo può entrare dentro un’unica narrazione.

È questa, probabilmente, la vera scommessa del progetto: non aggiungere un’attrazione a ciò che Francavilla già possiede, ma costruire un racconto capace di mettere in relazione ciò che già esiste.

La leggenda del Drago può diventare dunque una chiave di lettura, un elemento grafico e narrativo, un possibile strumento di promozione, un richiamo per iniziative culturali, artistiche e turistiche. Ma soprattutto può diventare un segno immediatamente riconoscibile.

Una comunità che sceglie di raccontarsi attraverso un simbolo sceglie anche di guardare al futuro. E in questo percorso ci sarà anche ViViPress, pronta a dare il proprio contributo affinché l’idea possa crescere e trovare spazio dentro un più ampio progetto di valorizzazione e comunicazione del territorio.

Francavilla, insomma, potrebbe avere finalmente trovato il modo di fare del suo Drago non soltanto una creatura della leggenda, ma un ambasciatore del paese.

Un drago che per secoli è rimasto fermo a custodire la chioccia e le uova d’oro, ma addormentato nelle storie, nelle memorie e nelle suggestioni di una comunità. E che adesso potrebbe cominciare a spiegare le ali.

Tags: città del dragocomunitàFrancavilla Angitolafuturoidentitàleggendapro locoprogetto

Maurizio

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