Il completamento del raccordo tra il depuratore di contrada Silica e la condotta sottomarina a servizio dell’impianto di Porto Salvo restituisce alla collettività «un’opera di inestimabile utilità sociale»
Il completamento del raccordo tra il depuratore di contrada Silica e la condotta sottomarina a servizio dell’impianto di Porto Salvo presentato ieri mattina segna, per il territorio vibonese, la conclusione di una vicenda che si trascinava ormai da decenni.
A sottolinearlo è il vicepresidente della Provincia di Vibo Valentia, Nico Console, che accoglie con soddisfazione l’avvenuta realizzazione dell’intervento e ne evidenzia soprattutto la portata sul piano ambientale e della tutela della salute pubblica.
«Si è scritta la parola fine a una criticità che si trascinava ormai da decenni sul fronte della tutela ambientale e della depurazione delle acque», afferma Console, indicando nel nuovo collegamento «una svolta fondamentale per la salvaguardia del nostro mare, del nostro litorale e della salute pubblica».
Un risultato che, secondo il vicepresidente della Provincia, restituisce alla collettività «un’opera di inestimabile utilità sociale» e che assume un valore ancora maggiore perché arriva al termine di un percorso nel quale sono confluite competenze, progettualità e responsabilità istituzionali differenti.
Console, infatti, sceglie di non limitarsi a sottolineare il risultato finale, ma di ricostruire il percorso che ha portato alla sua realizzazione, riconoscendo il contributo delle diverse figure che hanno concorso a sbloccare una situazione rimasta irrisolta per troppo tempo.

In particolare, il vicepresidente della Provincia rivolge un «sentito e doveroso ringraziamento» all’ingegnere Filippo Valotta, già dirigente del Consorzio Industriale di Vibo Valentia, ex Corap, per avere messo a disposizione della comunità «un progetto tecnico solido, lungimirante e già pronto da tempo per la sua concreta realizzazione».
Per Console, proprio la qualità della progettazione originaria ha rappresentato una base fondamentale sulla quale è stato possibile costruire il successivo percorso operativo.
Un riconoscimento viene quindi rivolto all’attuale amministrazione comunale, alla quale il vicepresidente della Provincia attribuisce il merito di avere impresso un’accelerazione alla vicenda, sollecitando gli uffici regionali e i dipartimenti competenti affinché si arrivasse rapidamente alla realizzazione dell’opera.
Nelle parole di Console emerge anche la durezza con cui viene giudicata la situazione precedente. Il mancato superamento della criticità, sostiene, aveva determinato il «perpetuarsi di un evidente reato permanente contro l’ambiente», rendendo ancora più urgente arrivare alla soluzione definitiva.
Ma nella ricostruzione del vicepresidente della Provincia c’è un altro elemento che merita particolare attenzione: il ruolo svolto dalla magistratura: «Infine, ma non per ultimo – sottolinea Console – intendo evidenziare il ruolo determinante svolto dalla Procura della Repubblica».
Secondo il vicepresidente, la costante e rigorosa azione di vigilanza della Procura avrebbe impresso «un indispensabile impulso istituzionale», contribuendo a garantire maggiore snellezza a quei passaggi burocratici che, per troppo tempo, erano rimasti inceppati.
Il risultato raggiunto, dunque, viene letto come il frutto della convergenza di più soggetti e competenze: dalla progettazione tecnica all’iniziativa amministrativa, dall’intervento degli uffici regionali all’azione degli organismi competenti, fino al ruolo di vigilanza della magistratura.
Ed è proprio questa, per Console, la lezione più importante che arriva dalla vicenda di Silica e Porto Salvo: quando le istituzioni riescono a mettere in comune competenze e responsabilità, anche criticità che sembrano ormai incancrenite possono essere finalmente affrontate e risolte.
Ora il collegamento è realtà. E per il Vibonese significa soprattutto poter guardare alla stagione turistica e al futuro della propria costa con una criticità ambientale storica finalmente alle spalle.










