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Vibo Valentia, Cimitero abbandonato: quando l’incuria entra in un luogo sacro

Vibo Valentia, Cimitero abbandonato: quando l’incuria entra in un luogo sacro

da admin_slgnwf75
20 Agosto 2026
in città e ambiente
Tempo di lettura: 4 minuti
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Entrare in un cimitero significa entrare in uno spazio nel quale il dolore degli altri merita rispetto. L’incuria di un cimitero ferisce più di quella che possiamo incontrare in qualsiasi altro spazio pubblico

di Antonella Moschella

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I cimiteri sono, per loro stessa natura, luoghi tranquilli e silenziosi, spazi nei quali si rende omaggio ai defunti e dove dovrebbe regnare la pace. Sono luoghi di memoria e di rispetto, nei quali ciascuno entra portando con sé un ricordo, una preghiera, un fiore, qualche volta soltanto il bisogno di rimanere per pochi minuti accanto a chi non c’è più.

Proprio per questo l’incuria di un cimitero ferisce più di quella che possiamo incontrare in qualsiasi altro spazio pubblico. Un cimitero invaso dalle erbacce, con viali sconnessi e manutenzione assente, non restituisce soltanto l’immagine di un luogo trascurato: trasmette la sensazione che sia stata trascurata anche la memoria delle persone che vi riposano.

Le fotografie raccontano questa contraddizione con una forza che difficilmente avrebbe bisogno di molte parole.

Nella prima immagine, lungo il margine della strada, si apre una grande e profonda buca nel terreno, completamente scoperta. Quello che dovrebbe impedire a qualcuno di avvicinarsi o, peggio, di precipitarvi dentro appare come una protezione improvvisata: un vecchio stendino metallico, deformato e ricoperto di ruggine, è stato adagiato sopra l’apertura, insieme ad altre strutture metalliche, transenne e nastro bianco e rosso. Intorno crescono erbacce e vegetazione spontanea.

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L’immagine è impressionante proprio per la precarietà della situazione. Uno stendino arrugginito non può dare, almeno visivamente, l’idea di una protezione adeguata per una voragine così profonda. E in un luogo frequentato quotidianamente anche da molte persone anziane, magari con difficoltà nella deambulazione, una situazione del genere merita particolare attenzione. Non è soltanto una questione di decoro: è anche una questione di sicurezza che dovrebbe essere verificata e affrontata con una sistemazione stabile e adeguata.

Poi c’è la seconda fotografia. Su un muro compare una targa, anch’essa segnata dal tempo e dalla ruggine, sulla quale si legge: “LUOGO SACRO – DIVIETO DI DISCARICA – I CONTRAVVENTORI SARANNO PERSEGUITI A NORMA DI LEGGE”.

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Ed è proprio l’accostamento delle due fotografie a diventare quasi paradossale.

Da una parte una targa ricorda solennemente che ci troviamo in un “luogo sacro”; dall’altra, a poca distanza, una profonda apertura viene coperta con uno stendino arrugginito e delimitata in maniera che appare precaria, mentre la vegetazione cresce tutt’intorno. Le parole proclamano rispetto, la realtà dovrebbe dimostrarlo.

Succede a Vibo Valentia.

Il cimitero non è un terreno qualsiasi. È un bene comune e un luogo della memoria collettiva. Dietro ogni lapide c’è stata una vita. Ci sono genitori, figli, nonni, fratelli, amici. Ci sono persone che hanno costruito la storia delle nostre famiglie e, tutte insieme, la storia della nostra comunità.

Per questo la manutenzione di un cimitero non può essere considerata un intervento secondario. Viali sconnessi, erbacce, strutture deteriorate, buche, rifiuti e manutenzione carente incidono sul decoro ma possono, in determinate situazioni, incidere anche sulla sicurezza di chi frequenta questi spazi.

La gestione del cimitero comunale comporta precise responsabilità dell’amministrazione per quanto riguarda manutenzione, sicurezza, pulizia e servizi, ma anche i cittadini devono fare la propria parte. Se qualcuno trasforma gli spazi in una discarica, abbandonando plastica, vasi, fiori secchi o altri rifiuti dove capita, manca di rispetto non soltanto alle regole, ma soprattutto ai defunti e alle loro famiglie. Allo stesso tempo devono esserci contenitori adeguati, raccolta regolare e servizi efficienti.

Il cimitero – a Vibo Valentia, come in qualunque altra parte del mondo – è un bene comune e tutti dovrebbero contribuire a mantenerlo decoroso, ciascuno secondo le proprie responsabilità.

Ma c’è qualcosa che va ancora oltre la pulizia. Entrare in un cimitero significa entrare in uno spazio nel quale il dolore degli altri merita rispetto.

E la cura non dovrebbe concentrarsi soltanto in prossimità della commemorazione dei defunti. Il rispetto dei morti non può avere una scadenza sul calendario.Un cimitero dovrebbe essere dignitoso e sicuro ogni giorno dell’anno.

 Scrivere “luogo sacro” non basta a renderlo tale se poi non lo si custodisce come tale.

La memoria è come un giardino: se viene abbandonata, lentamente le erbacce ricoprono ogni cosa. E quando l’incuria arriva persino nei luoghi nei quali abbiamo affidato i nostri morti, non è soltanto il paesaggio a diventare più povero: si impoverisce il senso stesso della comunità.

Perché i defunti non possono chiedere che il luogo nel quale riposano venga rispettato. Spetta a noi vivi farlo per loro.

La civiltà di una comunità si riconosce anche da questo: da come custodisce la propria memoria, da come rispetta i suoi morti e da quanta dignità riesce a conservare persino nel luogo del silenzio.

Tags: abbandonocimiteroincuriarispettoVibo Valentia

admin_slgnwf75

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