Mileto continuerà a vivere le celebrazioni e i riti religiosi in onore di San Fortunato, ma tutte le altre iniziative civili sono rinviate a data da destinarsi. A cominciare dalla Rievocazione storica
Una festa può aspettare. Il dolore no.
E Mileto, davanti alla tragedia che ha spezzato la vita di un uomo e tiene ancora sospese tra la vita e la morte la moglie e la figlia di appena dieci anni, ha scelto di fermarsi.
Il sindaco Salvatore Fortunato Giordano ha emesso questa mattina l’ordinanza di lutto cittadino, disponendo la sospensione di tutte le manifestazioni e delle attività di natura esclusivamente civile previste per oggi, venerdì, domani, sabato, e dopodomani, domenica.
Una decisione maturata dopo essersi consultato con il parroco don Giuseppe Pititto e con il Comitato Festa San Fortunato, alla luce della drammatica vicenda che ha sconvolto l’intera comunità.
«Mileto non può rimanere insensibile», è il messaggio con il quale il primo cittadino ha spiegato la scelta.
Nel ricordare la morte di Yamnik Cobolt Petra, il sindaco ha voluto rivolgere un pensiero particolare alla moglie e alla bambina, entrambe ancora ricoverate in condizioni gravissime e impegnate in una drammatica lotta per la vita.
«Un piccolo gesto – lo definisce Giordano – ma che diventa un momento importante di riflessione e solidarietà», sentimenti che, sottolinea il sindaco, appartengono profondamente alla comunità miletese.
Per questo, nei prossimi giorni, Mileto continuerà a vivere le celebrazioni e i riti religiosi in onore di San Fortunato, ma tutte le altre iniziative civili saranno rinviate a data da destinarsi.
A cominciare dalla Rievocazione storica, uno degli appuntamenti più importanti del programma, per proseguire con la festa della Polizia Locale e con la festa di piazza organizzata dal Comitato per la serata del 30 agosto.
«Avremo tempi e modi per riproporre il tutto – spiega il sindaco Giordano – Ma ora è il momento della preghiera e della riflessione».
Non è soltanto una sospensione del calendario delle manifestazioni. È il modo scelto da Mileto per dire che una comunità, quando viene colpita da una tragedia, deve prima di tutto ritrovare il senso della propria appartenenza e della propria solidarietà.
E proprio la processione di San Fortunato viene indicata dal sindaco come il momento nel quale stringersi attorno alle vittime e alle loro famiglie. Un momento di preghiera, ma anche di concreta vicinanza.
L’invito è a partecipare numerosi alla processione, che sarà anche occasione per una raccolta di solidarietà.
Un pensiero, quello espresso dall’amministrazione comunale, che non si ferma alla famiglia slovena. Giordano invita infatti la comunità a rivolgere la propria attenzione anche al titolare della struttura, che dopo quanto accaduto sta vivendo, a sua volta, «momenti difficili e inimmaginabili» e che, sottolinea il sindaco, ha bisogno di sostegno umano.
È forse questo il significato più autentico del lutto cittadino proclamato a Mileto: non cancellare il dolore, ma condividerlo.
Le feste torneranno. La Rievocazione storica potrà essere riproposta, le piazze potranno nuovamente riempirsi di musica e di gente. Ma oggi Mileto ha scelto il silenzio, la preghiera e la solidarietà.
Perché una comunità si riconosce anche da come sa fermarsi quando qualcuno, improvvisamente, ha bisogno che gli altri si fermino con lui.












