I sindacati SAPPE e AL.Si.P.Pe lanciano l’allarme chiedendo il potenziamento degli organici per puntare sulla prevenzione
In meno di 24 ore nel carcere di Rossano son state fatte due scoperte decisamente inquietanti.
Dapprima, in un vano ascensore del reparto di alta sicurezza, sono stati trovati alcuni borsoni con dentro telefoni cellulari, telefoni cellulari, coltelli rudimentali, una macchina professionale per i tatuaggi,completa di accessori, e vari utensili.
A darne notizia Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario nazionale dello stesso sindacato, che tra l’altro affermano che forse: “Per una più efficace prevenzione sarebbe opportuno schermare gli istituti, in modo da rendere inefficace l’uso dei telefoni. Solo così si potrebbe fermare definitivamente l’ingresso illegale dei telefoni cellulari in carcere, cosa che, peraltro, costituisce reato. Un reato la cui introduzione nel codice penale, avvenuta nel 2020, non ha però sortito l’effetto deterrente sperato“.
Alcune ore dopo questo primo ritrovamento, circa 300 grammi di sostanza stupefacente, probabilmente hashish, sarebbero stati intercettati e sequestrati dalla Polizia penitenziaria all’interno dello stesso carcere, la droga era già suddivisa in dosi e sarebbe stata destinata alla cessione ad altri detenuti.
Secondo quanto riferisce AL.Si.P.Pe., la sostanza sarebbe stata individuata all’interno di un pacco postale indirizzato a un detenuto appartenente al circuito di Media Sicurezza. Il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre sarebbero in corso ulteriori accertamenti sulla provenienza del plico e sugli eventuali soggetti coinvolti.
Per Giuliano Gasparro e Roger Durante rispettivamente segretario locale e segretario regionale dell’AL.Si.P.Pe., la modalità di confezionamento farebbe ritenere che la sostanza non fosse destinata al consumo personale di un singolo detenuto, ma ad alimentare un possibile circuito di cessione all’interno del carcere, per questo sono in corso attività di Polizia giudiziaria finalizzate ad accertare la provenienza del pacco, l’identità del mittente e l’eventuale presenza di complici all’interno o all’esterno della struttura.
Sull’argomento è intervenuto anche il SAPPE che auspica un aumento degli organici facendo leva sulla prevenzione.
Tra le richieste avanzate dal SAPPE ci sarebbe anche il potenziamento dei reparti cinofili, considerati uno strumento essenziale per rafforzare l’attività preventiva contro l’ingresso di droga nelle strutture penitenziarie.










