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Il teatro a Vibo Valentia tra passato e presente, tra proclami disattesi ed un “cambio di passo… del gambero!

Il teatro a Vibo Valentia tra passato e presente, tra proclami disattesi ed un “cambio di passo… del gambero!

da admin_slgnwf75
8 Giugno 2025
in opinioni
Tempo di lettura: 5 minuti
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Al Sindaco Romeo occorre dire, garbatamente ma fermi nel proprio intento, che ha il dovere di “battere un colpo”

di Carlo Maiolo Franzé

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Proprio durante la II Guerra Mondiale, quando gravissima si era fatta la situazione economico-finanziaria che attanagliava l’Italia, fioriva a Vibo Valentia, come d’incanto, un piccolo – ma glorioso – mondo antico di provincia:  una folta schiera di ferventi e dinamici giovani studenti liceali… diplomandi… universitari, che coltivavano la passione per l’Arte nelle sue molteplici espressioni. Essi, col coraggio che era proprio della loro giovinezza e con forte spirito di intraprendenza, facendo appello – anche – all’aiuto di alcuni adulti già affermatisi nel mondo del lavoro, riuscirono in una impresa che appariva impossibile per quel momento storico assai critico: quella della riapertura dei battenti del vecchio Teatro Comunale.

Quest’ultimo, era stato chiuso tra il 1935 e il 1938 dopo le gravose sanzioni economiche sancite dalla Società delle Nazioni al nostro Paese, ritenuto responsabile dell’aggressione, proditoria, dell’Etiopia; ad aggravare tale situazione, si aggiunse – nel 1938 – il cospicuo contributo economico e quello di reparti dell’Esercito italiano decretati dal Governo Mussolini a supporto delle milizie di F. Franco, che – in Spagna – stava fronteggiando, vittoriosamente, quelle repubblicane in una sanguinosa Guerra civile.

Quell’ammirevole gruppo di giovani vibonesi decideva di costituire il “Circolo Goliardico”, che diventava protagonista – così – della rinascita, a partire dal 1942 e fino – all’incirca – al 1950/51, dell’ultracentenario Teatro Comunale.

Da quel cenacolo che riuniva una gioventù piena di vitalità, accomunata da vari interessi culturali e tutta tesa alla realizzazione di cose concrete, cominciarono a prendere forma…ad essere eseguiti: concerti, operette (per es. “Il giardino dei lillà”, “Nevolina”, “Zingaresca”, “Zurica” ecc.); adattamenti e riduzioni di famose opere letterarie e di celebri melodrammi in commedie-riviste-sincopate: ricche di scenette, danze, canzoni, romanze, arie d’Opera Lirica (per es. “Yoko m’ama, Yoko non m’ama” ispirata alla “Madama Butterfly” di G. Puccini, “Dante nel 43” che prendeva spunto dalla “Divina Commedia” dell’Alighieri ecc.).

teatro vibonese interno
teatro comunale interno
corso margherita con teatro

Dal momento che nell’odierna città di Vibo Valentia latita – frequentemente – il valore della memoria storica, è giusto ed opportuno ricordare almeno alcuni di quei valenti, nostri concittadini di allora, e qui chiedo scusa a coloro – tanti – che non cito, consapevole di fare ad essi un grave e involontario torto, perché non sono riuscito a scoprirne l’identità, che erano riusciti a ricoprire con successo di pubblico (utile la lettura, in questo senso, del libro “Volevo dirti che”: ed. 1994 Samperi di Messina, autore Salvatore Dotto) diversi ruoli, quali quelli di: autore, attore, cantante, musicista, direttore d’orchestra. Eccoli – di seguito – i nomi di quei giovani prodi: prof. Michele Aiello, avv. Francesco Casuscelli, prof. Vincenzo Mangialavori, A. Carullo (autori); M° Matteo Puzzello e Piero Sabatini (direttori d’orchestra); Annetta Aiello, Magda Gioia, Maria Antonietta Murmura, ins. Michele Condoluci, M° Leoluca Mancuso, prof. Raffaele Maiolo, ins. Nicolina De Meo, rag. Pippo Prestia, Barazzetti, Gatti, De Caro, Cascinelli, Goruccio Prestia (tra di essi figurano: tenori, baritoni, bassi, soprani, cantanti di musica leggera…che potevano ricoprire, all’occorrenza, ruoli d’attore); M° Francesco Bongiovanni, prof. Elda Franzè, M° Gino Monari, Nino congestrì, trio “Milano” (che erano –  rispettivamente – trombettista, pianista, violinista, contrabbassista, trio d’archi). Collaboravano con tutti quanti loro: un Corpo di Ballo, un Coro Vocale, l’Orchestra Atomica e l’Orchestra Comunale.

L’operazione pienamente riuscita alla bella gioventù di quel tempo andato (riapertura del vecchio Teatro Comunale), nonostante la catastrofica situazione storica ed economica connessa alla II Grande Guerra e al suo immediato dopoguerra, è quella in cui – invece – sta miseramente fallendo l’attuale Giunta Romeo con il nuovo Teatro di Vibo Valentia. Il Sindaco, infatti, insediatosi da oltre un anno al Governo della città, non riesce (o non vuole!?) portare a termine l’unica cosa, la vernice ignifuga, di cui è privo questo tempio della cultura, sebbene le casse comunali abbiano un fondo di £ 60.000,00; riserva di denaro accantonata dalla precedente Giunta Limardo a pro del Teatro.

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interno teatro nuovo
vecchio teatro

Una volta applicata la predetta vernice, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco può concedere il nullaosta all’apertura al pubblico del grande edificio.

Ad oggi, 8 giugno, lo stato di degrado in cui versa il giardino mediterraneo (diventato foresta selvaggia) che attornia il nuovo Teatro palesa una cosa soltanto: il disinteresse del Governo della nostra comunità nei confronti dell’intera, moderna struttura testé menzionata; a questo disinteresse si aggiunge l’indifferenza dei cittadini che stanno muti, la noncuranza di non poca della stampa locale in altri argomenti affaccendata e, infine, l’inquietante silenzio dei sodalizi culturali: i quali – ultimi – di fronte a tale problema appaiono come la Sfinge dell’antico Egitto.

Stendendo un velo pietoso sulle condizioni in cui versano: il Sistema Bibliotecario Vibonese, i siti archeologici, l’Archivio Storico del Municipio…al Sindaco Vincenzo Romeo occorre dire, garbatamente ma fermi nel proprio intento, che ha il dovere di “battere un colpo”, di indicare – a chiare lettere – cosa intende fare circa il lavoro da ultimare al Teatro e a chi intende affidare la gestione del medesimo. Altrimenti, si deve concludere – beffardamente per noi vibonesi – che il “cambio di passo” da lui proclamato durante la campagna elettorale dello scorso anno, come bandiera della propria coalizione, è solo “quello del gambero”.

Tags: Enzo Romeogamberonuovo teatro comunalesindacoteatroVibo Valentia

admin_slgnwf75

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