Un intervento per esprimere profonda solidarietà alla Consigliera Maria Rosaria Nesci, per il suo atto di coraggio in Consiglio Comunale
di Adriana Teti
Solidarietà Femminile.
“Il privato è politico” era uno slogan del ’75, un’epoca in cui militavo nel collettivo femminista di Vibo Valentia. A distanza di decenni, questo principio resta una verità ineludibile: la violenza, anche quella psichica, non è un affare privato.
Esprimo la mia profonda solidarietà alla Consigliera Maria Rosaria Nesci, per l’Atto di Coraggio in Consiglio Comunale.
Questa mattina ho assistito alla seduta del Consiglio Comunale. Inizialmente, l’intervento della Consigliera Nesci, da lei stessa definito fuori luogo o attinente alla sola sfera personale, sembrava discostarsi dai temi amministrativi.
Tuttavia, proseguendo nell’ascolto, ho percepito una verità lampante: quando la violenza psicologica, la persecuzione e la denigrazione vengono usate con il chiaro intento di minare la credibilità e l’azione di una donna, il fatto cessa di essere privato e acquisisce un inequivocabile rilevo politico e sociale.
Silenziamento e Mentalità Arcaica
La strumentalizzazione della vita di una donna, motivata da una “sete di vendetta” radicata in una mentalità maschilista e arcaica, non è solo un attacco alla singola persona. È, di fatto, un tentativo di silenziamento politico e un oltraggio alla dignità di tutte le donne – madri, professioniste, amministratrici, operatrici sanitarie – che ricoprono ruoli nelle istituzioni e nella società.
Ribadisco con fermezza: il privato è politico.
Il coraggio della Consigliera Nesci di denunciare pubblicamente questa violenza nell’aula istituzionale è un atto politico di altissimo valore. Chiedere aiuto nella sede del Consiglio Comunale non è espressione di debolezza, ma la massima manifestazione di forza che esige una risposta non solo da parte dello Stato, ma da parte di tutti .











