Indagata la rappresentante legale per simulazione di reato
A conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria dell’associazione “ODV Centro Antiviolenza Margherita” con sede legale in Reggio Calabria e gli immobili gestiti dalla stessa per l’esercizio delle proprie attività sia nella Città dello Stretto che in provincia di Avellino.
Il provvedimento, eseguito dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, con l’ausilio della Squadra Mobile di Avellino, è scaturito dagli esiti di un’articolata attività investigativa che ha tratto origine dalla denuncia di rapimento, avvenuta nel marzo del 2024, di Iaria Tiziana, legale rappresentante del predetto Centro Antiviolenza.
L’attività investigativa della Polizia di Stato, svolta attraverso attività di intercettazione telefonica e telematica, acquisizione di tabulati di traffico telefonico e telematico, nonché attraverso l’acquisizione e la successiva analisi delle videoriprese degli impianti di videosorveglianza posti lungo il tragitto percorso dalla presunta rapita, sia prima che dopo la denuncia di rapimento, ha consentito di acquisire elementi tali da poter accertare la non veridicità di quanto denunciato. Secondo quanto riferito dalla donna agli inquirenti, dopo il rientro presso la sua abitazione, il suo sequestro sarebbe stato perpetrato da soggetti ignoti che, dopo averla stordita, l’avrebbero condotta in un luogo sconosciuto, per poi riportarla a Reggio Calabria la mattina successiva.
La sera della scomparsa della donna, il marito riceveva un messaggio su Facebook da un profilo a lui sconosciuto, in cui il mittente lo rassicurava che avrebbero provveduto a riportare la moglie a casa appena la stessa si fosse ripresa, dichiarando che l’intento dell’azione era soltanto quello di spaventarla.
L’analisi dei tabulati di traffico telematico acquisiti nel corso delle investigazioni ha permesso di ricavare, viceversa, elementi tali da ipotizzare che il messaggio in questione all’indirizzo del marito era stato inoltrato dalla stessa Iaria.
Per tali ragioni, la donna risulta indagata per i reati di false informazioni al Pubblico Ministero, simulazione di reato, calunnia ed esercizio abusivo della professione di psicologa.
Durante le indagini, infatti, sono stati ricostruiti episodi in cui l’indagata avrebbe esercitato, senza averne titolo, la professione di psicologa nei confronti di alcune ignare vittime di violenza che si rivolgevano all’associazione “ODV Centro Antiviolenza Margherita” dalla stessa gestita, spingendosi, in alcuni casi, financo a prescrivere loro dei farmaci.









