Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 22 febbraio
di Mons. Giuseppe Fiorillo
Carissime, carissimi ,
oggi celebriamo la prima domenica di Quaresima. La Quaresima ricorda, nel calendario cristiano, il tempo che Gesù passò nel deserto di Giuda, dopo il battesimo al Giordano e prima di iniziare la sua missione per città e villaggi della Palestina.
“In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti,
alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella Città Santa, lo pose sul punto più alto del Tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; sta scritto, infatti: “ai suoi angeli darà ordine a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto. anche:” non metterai alla prova il Signore Dio tuo”» .
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto infatti: «Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». (Matteo 4,1-11).
Quaranta giorni, numero che indica un periodo e non una quantità precisa.
Nella bibbia ritorna spesso il numero quaranta: quaranta giorni e quaranta notti durò il diluvio (Genesi 7,4); quaranta giorni Mosè restò sul monte prima di scendere con le tavole della legge (Esodo 24, 18); quaranta giorni cammina Elia verso l’Oreb per incontrare Dio (1 Re 19, 8); quaranta anni dura il cammino del popolo di Dio nel deserto, prima di poter entrare nella terra dei Padri.
Il deserto non ha vita, non ha strade, confini, rifugi .Qui cadono tutte le certezze e le sicurezze, ma, nonostante tutto, il deserto ha un suo fascino. “Il fascino del deserto è che nasconde un pozzo” (Antoine de Saint-Exupery).
E quando nel deserto si scopre, scavando, un pozzo, allora tutto attorno è un’oasi di palme, datteri e fiori. È un luogo di salvezza per uomini in cammino con cammelli e dromedari e mercanzie. È un luogo-sosta dove,a sera, al fuoco, ognuno, con la magia delle narrazioni, riscopre nell’altro un fratello.
Oggi la Quaresima è un itinerario, fatto di quaranta giorni, è un esodo da sé per giungere agli altri. È veder negli altri un pozzo nascosto sotto le macerie delle solitudini, delle paure, delle incertezze:e … questo pozzo, col nostro umile “esserci” è necessario portarlo alla luce del mattino.
Torniamo al vangelo di Matteo.
Satana affronta Gesù, ormai sfinito dopo 40 giorni, con tre tentazioni; tentazioni che ha già sperimentato il popolo di Dio nel deserto, che vive, oggi, la chiesa e che subisce, giorno dopo giorno, ciascuno di noi.
La prima è la tentazione d’un messianismo economico, la seconda è un messianismo religioso, la terza é un messianismo politico.
Messianismo economico.
“Il tentatore si avvicinò e gli disse:se sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventano pane”.
Gesù nel deserto, pur affamato, rifiuta la soddisfazione immediata dell’istinto della fame per insegnare a noi la liberazione dalla sete del guadagno, dalle idolatrie del denaro, dalla falsa ideologia dell’avere, imperante nella nostra epoca, fatta più di cose che di valori, più di avere che di essere.
Messianismo religioso.
“Allora il diavolo lo portò nella città Santa, lo pose sul pinnacolo più alto del tempio e gli disse:se sei Figlio di Dio, buttati giù, sta scritto, infatti, ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani”.
Sul pinnacolo (l’ala del Tempio che si affacciava sulla valle del Cedron, alta 80 metri) Gesù rifiuta di servirsi di Dio, scegliendo invece di servirlo, con umiltà senza pretese, senza forzature spettacolari.
È questa, oggi come ieri, la tentazione dei fanatismi religiosi. È la pretesa di avere dio come proprietà propria ed esclusiva.
È la bestemmia nazista: “Gott mit uns”( Dio con noi). È la presunzione dei primi crociati: “Deus lo vult”( Dio lo vuole). È l’ideologia del Cesaro-papismo (unità Chiesa-Stato) rifiutata da Gesù stesso con l’affermazione: “date a Dio quel che è di Dio e date a Cesare quel che è di Cesare (Matteo 22, 21).
Messianismo politico.
“Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “tutte queste cose io ti darò, se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”.

Sul monte (forse quello della Quarantena sopra Gerico) Gesù rifiuta potere e ricchezza, realtà che opprimono i poveri del mondo, scegliendo il servizio, che riserva sempre agli oppressi ed emarginati.
Con questa scelta netta Gesù dà un programma alla futura sua chiesa: “Colui che vorrà diventare grande tra voi si faccia vostro servo e chi vuole essere il primo si faccia vostro schiavo, come il Figlio dell’uomo che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto”. (Matteo 20, 26-28).
“Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli Angeli gli si avvicinarono e lo servivano”.
La conclusione di questa pagina delle tentazioni è un canto di vittoria sul male. Il deserto, luogo di morte, si popola di angeli che fanno compagnia a Gesù e lo servono… Ed anche il nostro deserto esistenziale, superate le tentazioni che la vita ci presenta, si popola di angeli, in carne ed ossa, che asciugano le lacrime dei vinti, che tendono una mano per rialzare i caduti sui bordi delle strade, che confortano ed illuminano con un sorriso il tramonto di chi sta per lasciare questo mondo.
Buona Quaresima, tempo favorevole all’ascolto della Parola di Dio.
Don Giuseppe Fiorillo








