Dalle segnalazioni sui disservizi della guardia medica alla richiesta di interventi concreti alla Regione Calabria e alle massime istituzioni dello Stato, l’azione determinata del presidente dell’associazione “Voglia di Vivere”
È l’ennesima lettera, ma non è una voce isolata. È la testimonianza costante di un impegno civile che non arretra. Ancora una volta Cosimo Limardo torna a denunciare con determinazione le criticità della sanità nel territorio del Vibonese, dando voce ai cittadini che troppo spesso restano inascoltati.

Dalle sue precedenti segnalazioni fino all’ultima formale comunicazione inviata alla Regione Calabria, emerge un quadro preoccupante: la guardia medica di San Calogero chiusa nelle ore diurne con un semplice avviso affisso alla porta; cittadini costretti a spostarsi verso Nicotera, Rombiolo o Mileto; disservizi nella continuità assistenziale; carenze strutturali e organizzative che incidono direttamente sul diritto alla salute.
Limardo non parla per sentito dire. Parla come presidente dell’associazione “Voglia di Vivere” e come rappresentante impegnato nella tutela dei diritti delle persone più fragili. Le sue segnalazioni mettono in evidenza problemi concreti: l’assenza di un frigorifero per la conservazione dei farmaci nella guardia medica di Nicotera, la mancanza di medicinali essenziali, l’assenza del medico per i vaccini pediatrici che costringe le famiglie a spostamenti onerosi verso altri comuni o verso Vibo Valentia.
In un territorio già segnato da difficoltà infrastrutturali e sociali, la sanità dovrebbe rappresentare un presidio di sicurezza e vicinanza, non un ulteriore ostacolo. Il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana, non può diventare un privilegio legato alla capacità di spostarsi o di attendere.
Limardo ha scritto alle istituzioni regionali e nazionali, dal presidente della Regione Roberto Occhiuto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il fatto che l’unica risposta formale sia giunta dalla segreteria del Quirinale dimostra quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione su queste problematiche.
Non si tratta di polemica sterile, ma di responsabilità civica. Quando un cittadino segnala con continuità e documentazione alla mano criticità nei servizi essenziali, sta esercitando un diritto e al tempo stesso compiendo un dovere verso la comunità.
È per questo che l’impegno di Cosimo Limardo merita sostegno. Perché la sua battaglia non è personale, ma collettiva. È la battaglia delle famiglie che devono vaccinare i propri figli, degli anziani che necessitano di assistenza immediata, dei cittadini che chiedono semplicemente servizi funzionanti nel proprio territorio.
Le istituzioni competenti – dall’ASP di Vibo Valentia alla Regione Calabria – hanno ora l’occasione di trasformare queste segnalazioni in azioni concrete. Ascoltare, verificare, intervenire. Non per rispondere a una polemica, ma per rafforzare la fiducia dei cittadini nello Stato.
Sostenere chi denuncia con senso di responsabilità significa difendere il diritto alla salute e la dignità di un intero territorio.










