L’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Pititto chiarisce la situazione dei conti del Comune di Pizzo dopo la conclusione della procedura di risanamento finanziario
Dopo quasi nove anni si chiude formalmente la procedura di dissesto finanziario del Comune di Pizzo. Con la deliberazione n. 5 del 26 gennaio 2026, l’Organo Straordinario di Liquidazione ha infatti concluso il percorso avviato con la dichiarazione di dissesto del 6 luglio 2017.
A comunicarlo è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Pititto, intervenuta con una nota per chiarire alcuni aspetti dopo articoli comparsi sulla stampa locale.
La chiusura della procedura non significa però che tutte le criticità siano state definitivamente superate. Dal lavoro svolto negli anni emergono infatti diverse partite contabili ancora da gestire.
Tra i dati più rilevanti figurano residui attivi per oltre 15,6 milioni di euro, cioè crediti del Comune risalenti anche a molti anni fa – in alcuni casi addirittura al 1998 – che potrebbero rivelarsi difficili da riscuotere. In assenza di recupero, l’ente potrebbe essere costretto a procedere con una svalutazione integrale.
Sul fronte opposto ci sono residui passivi per oltre 5,1 milioni di euro, cioè debiti certi che rischiano di aumentare ulteriormente con interessi e rivalutazioni se non definiti rapidamente.
A questi si aggiungono 3,6 milioni di euro di debiti esclusi, ancora in fase di istruttoria per arrivare a una definizione definitiva, e 2,48 milioni di euro di somme già riversate per il pagamento delle passività, giudicate però insufficienti per coprire completamente i debiti da inserire nella contabilità dell’ente.
Durante la lunga procedura di risanamento il Comune ha comunque beneficiato di oltre 2 milioni di euro di contributi ministeriali e ha attivato un’anticipazione di liquidità di circa 1,99 milioni di euro, attualmente in fase di rimborso attraverso il bilancio comunale.
Di fronte a questo quadro, l’amministrazione ha annunciato l’avvio di una nuova fase operativa. È stato istituito un ufficio dedicato alla gestione delle criticità finanziarie e avviata una collaborazione con personale proveniente da altri enti con esperienza specifica nel settore, anche per far fronte alla carenza di risorse umane all’interno del Comune.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: chiudere definitivamente le pendenze ereditate dal passato e consolidare il percorso di risanamento, garantendo allo stesso tempo la continuità dei servizi pubblici per la comunità.
Viene poi richiamata anche la sentenza n. 155 del 2020 della Corte costituzionale, che ha evidenziato come molte difficoltà finanziarie dei comuni siano legate a fattori strutturali socio-economici dei territori, sottolineando la necessità di un intervento più ampio dello Stato. Un fenomeno che, secondo quanto evidenziato, riguarda diverse realtà locali e porta alcuni enti a passare da una procedura di risanamento all’altra senza riuscire a superare definitivamente le proprie fragilità finanziarie.









