La denuncia trasmessa, con PEC, al Prefetto, al Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale, al Garante della Salute della Regione Calabria e alla Corte dei Conti
Duro atto d’accusa del movimento “Opposizione Civica” sulla gestione del servizio idrico nel Comune di Nicotera. In una lunga nota firmata dal portavoce Enzo Comerci, il gruppo denuncia criticità strutturali, costi crescenti e soprattutto timori legati alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano.
Il documento, dal titolo emblematico “La salute prima di tutto”, parte da una constatazione tanto amara quanto simbolica: “Il territorio del Comune di Nicotera, in particolare la parte Nord, è adagiato su un fiume d’acqua mentre i cittadini spesso rimangono a secco”. Un passaggio che sintetizza il disagio vissuto da numerose famiglie e attività produttive del territorio.
Secondo “Opposizione Civica”, “la gestione della risorsa idrica da un po’ di anni è diventata un grosso problema che mortifica e stravolge il vivere civile dei cittadini”. Nel mirino finiscono le condizioni della rete idrica cittadina, definita “un colabrodo”, con “problemi continui, disservizi, enorme sperpero di denaro”.
La nota insiste anche sulla mancata utilizzazione delle opportunità offerte dal Pnrr: “Non si è colta l’occasione – offerta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – per rifarla ed adeguarla alle esigenze dei cittadini e delle attività produttive”.
Ampio spazio viene dedicato alla questione dei “Puzzareji”, da cui viene prelevata buona parte dell’acqua destinata ai centri urbani. Comerci parla apertamente di “acqua di dubbia qualità”, aggiungendo che “non sono da escludere gli sversamenti ricorrenti dalla condotta fognaria con il possibile raggiungimento delle falde acquifere”. Un’accusa pesante, accompagnata da ulteriori preoccupazioni sanitarie: “L’acquisto di cloro in quantità industriale non solo non tranquillizza la popolazione, con problemi sanitari al di sopra della media, ma accresce notevolmente le preoccupazioni”.
Nel documento vengono riportati anche i dati del Piano economico finanziario relativo al servizio idrico: “Per il 2025 i costi previsti sono stati indicati in 910.179,84 euro a fronte di 750.851,00 euro di entrate”, mentre “per l’anno 2026 i costi previsti salgono a 1.400.796,00 euro a fronte di 409.338,00 euro di entrate”. Numeri che, secondo i firmatari, destano forte preoccupazione per la sostenibilità del servizio.
Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale e agli “occupanti del Convento”, espressione utilizzata nella nota per indicare il palazzo municipale: “Chiediamo con forza – scrive Opposizione Civica – di pubblicare all’albo pretorio dell’ente i risultati delle analisi di laboratorio di tutti i serbatoi dell’acqua del Comune, con prelievo recente all’entrata e all’uscita dagli stessi, e di tutte le fontane pubbliche”.
Il movimento lamenta inoltre una mancanza di trasparenza: “Più volte, da più parti, è stato chiesto ma si è sempre fatto orecchie da mercante fregandosene dei cittadini e delle loro preoccupazioni”. E conclude con un appello netto: “I cittadini devono essere informati, senza reticenze, in modo chiaro e trasparente. La salute prima di tutto”.
La nota è stata trasmessa anche alla Prefettura, al Commissario straordinario dell’Asp, al Garante della Salute della Regione Calabria e alla Corte dei Conti.









