• Contatti
mercoledì, Marzo 25, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
La sanità in Calabria? Funziona bene, almeno nel mio caso

La sanità in Calabria? Funziona bene, almeno nel mio caso

da admin_slgnwf75
20 Marzo 2026
in sanità
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Storia vera di una buona sanità raccontata, certificata, da un cittadino che vuole far sapere la sua esperienza, quella di una sanità calabrese che funziona. Nel suo caso

di Luigi Stanizzi

Ti potrebbe anche piacere

Andreacchi lascia il 118: quando a dimettersi è la competenza (e a perdere è tutto il sistema)

Andreacchi lascia il 118: quando a dimettersi è la competenza (e a perdere è tutto il sistema)

24 Marzo 2026
418
Sanità, diritti e disparità: la denuncia di Cosimo Limardo

Sanità, diritti e disparità: la denuncia di Cosimo Limardo

21 Marzo 2026
158

Ma chi dice che la sanità non funziona in Calabria? Falso. Per quanto mi riguarda!
Storia vera.

Forte giramento di testa, cado in casa. Soccorso immediato figlio e moglie, nessun miglioramento… Prima di padre Pio e/o Natuzza c’è un numero magico: 118. Disteso sul pavimento, mondo finito o, meglio, indefinito. Passa tempo, non so quanto, credo poco rispetto alla richiesta di intervento. Arrivano voci estranee ma famigliari, in casa. Specialisti.

Che ha? Come stai? Mi tirano su il naso, mi stringono il capezzolo… Reagisco! Capiscono subito, niente di grave. E scaricano subito la tensione di operatori sanitari, 118, navigati, prima di tutto uomini e donne di alta professionalità e umanità: non sta morendo. E già questo li solleva. Cercano di interloquire, ma per sicurezza attivano il protocollo: pressione sanguigna, temperatura, flebo, non so cos’altro ma tutto e anche il resto sempre con alta professionalità e, non secondario, con alta umanità.

La vena si trova? Batti sulla mano o sul braccio. E poi le battute tranquillizzarti: “Vuoi le coccole? Hai fatto festa? Collabora? Apre gli occhi? No, li tiene chiusi”.

Quattro mosse e da terra, loro, gli invisibili, i criticati umiliati operatori della sanità calabrese mi mettono su un qualcosa – forse un telo – e poi sulla barella, credo. Mi portano giù, dondolando. Ingresso in ambulanza, credo. Non parte subito. Accertamenti in loco e, poi, il viaggio rincuorante, con battute rassicuranti fatte apparentemente tra di loro ma mirate al paziente… se mai riesca a percepirle.

Viaggio nella notte o forse all’alba sulle strade amene, sui dolci tappetini asfaltati del capoluogo di Calabria. E dopo tanti sussulti e scuotimenti meccanici sull’ambulanza, che supera tutte le classiche buche, caratteristica delle strade di Catanzaro, finalmente l’approdo al mitico ospedale Pugliese. Sono salvo! All’ospedale Pugliese!

Il più criticato, odiato, vituperato ospedale della Calabria ma contestualmente anche – incredibile – il più amato, perché considerato il migliore di tutti. E, infatti, i pazienti notte e giorno arrivano da tutta la regione. La barella col barellato a bordo transita dall’ambulanza umano-sanitaria, giunta a destinazione dopo il percorso di guerra, al Pronto Soccorso dell’ospedale Pugliese, anzi dell’azienda Dulbecco presidio Pugliese, se mai l’azienda ospedaliera Dulbecco avrà la capacità di avere un Pronto soccorso all’altezza dello storico Ospedale Pugliese!

O, la Dulbecco, anche di un semplice Pronto soccorso a Germaneto come sarebbe doveroso.
Il resto è routine in questo bel contesto umano sanitario: il medico dell’ambulanza, e qui echeggia un prestigioso antico nome altisonante “‘Sognoretta”, e quello di un collaboratore, Rotundo, che consegnano il paziente al sanitario Luciano Silipo e quindi ai medici del Pronto soccorso Annabella Catone e Yoannis YMM Mendez Mendez. Ma ci sono altri nomi non emersi seppure ugualmente importanti, quelli dell’ autista, dei collaboratori, infermieri, di altri medici… Alta professionalità e umanità!

Tutti come per caso, di passaggio, in corsia del Pronto soccorso fanno finta di chiedere informazioni a me, al paziente che hanno soccorso temendo il peggio. Vedono che collaboro, che le cose per me finalmente vanno abbastanza bene ma non fanno a tempo a goderne. C’è un’altra chiamata al 118!

E via… verso chissà dove, c’è un altro da salvare. Non c’è tempo neanche per i saluti, per conoscere i nomi di questi angeli custodi, o, meglio, di angeli soccorritori.

È questa la storia vera di una buona sanità raccontata, certificata, da un cittadino che vuole far sapere a tutti attraverso la stampa la sua esperienza, quella di una sanità che funziona. Nel suo caso.

Tags: 118ambulanzacalabriamediciOspedale “Pugliese”pronto soccorsosanitàstoria vera

admin_slgnwf75

Articoli Simili

Andreacchi lascia il 118: quando a dimettersi è la competenza (e a perdere è tutto il sistema)

Andreacchi lascia il 118: quando a dimettersi è la competenza (e a perdere è tutto il sistema)

da Maurizio
24 Marzo 2026
418

A rendere ancora più chiaro il quadro è la reazione del personale del 118. Una nota composta, priva di toni...

Sanità, diritti e disparità: la denuncia di Cosimo Limardo

Sanità, diritti e disparità: la denuncia di Cosimo Limardo

da redazione
21 Marzo 2026
158

Con una lettera indirizzata al Ministro della Salute e al dirigente generale della Regione Calabria, Cosimo Limardo solleva una questione...

Dopo la Campania, alcuni casi di Epatite A anche in Calabria

Dopo la Campania, alcuni casi di Epatite A anche in Calabria

da patriziaventurino
21 Marzo 2026
136

Sei casi sono stati registrati a Cosenza e quattro nel catanzarese A volte ritornano, non ci dobbiamo mai adagiare sugli...

Intimidazione al Direttore sanitario Bava, la solidarietà dei sindacati della dirigenza medica

Sanità digitale: avviati i primi servizi di telemedicina all’ASP di Vibo Valentia

da redazione
13 Marzo 2026
145

Queste prime attività rappresentano un passo significativo verso un modello di sanità sempre più digitale, integrata e vicina ai cittadini...

Prossimo
Pubblicato il Bando per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale

Pubblicato il Bando per la selezione di volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews