La presidente ANGSA Vibo Valentia Mary Naso e il portavoce del Forum Pino Conocchiella, hanno ribadito la necessità di mantenere e consolidare il modello organizzativo attivo dal 2017
In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, ANGSA Vibo Valentia APS ha scelto di trasformare un momento fortemente simbolico in un impegno concreto a sostegno delle persone con autismo e delle loro famiglie. Con questo spirito, si è svolto ieri un incontro presso la Direzione Generale dell’ASP di Vibo Valentia, reso possibile grazie alla disponibilità del Commissario prefettizio Gianfranco Tomao, che ha accolto la richiesta coinvolgendo i diversi livelli dell’Azienda interessati, su sollecitazione di ANGSA in collaborazione con il Forum del Terzo Settore di Vibo Valentia. All’incontro hanno partecipato Sergio Raimondo in rappresentanza della Prefettura, i responsabili della Neuropsichiatria, della Psichiatria e del DSU, nonché il responsabile amministrativo aziendale, collegato da remoto.
L’incontro rappresenta un importante segnale di attenzione istituzionale verso un tema che richiede risposte rapide, strutturate e condivise, nel rispetto dei ruoli e delle procedure. In questo contesto, ANGSA riconosce all’ASP l’impegno costante dimostrato nei dieci anni di collaborazione sussidiaria, volto ad affrontare e superare le criticità emerse. Nel corso del confronto, la presidente ANGSA Mary Naso e il portavoce del Forum Pino Conocchiella, hanno ribadito con forza la necessità di mantenere e consolidare il modello organizzativo attivo dal 2017 presso la struttura sanitaria di Nicotera, riconosciuto come buona pratica di integrazione tra servizio pubblico e Terzo Settore no profit. Tale modello si è progressivamente ampliato, configurandosi oggi come “Progetto Autismo” esteso anche ai territori di Pizzo e Serra San Bruno.
I risultati conseguiti negli anni dimostrano l’efficacia di un sistema fondato sulla co-programmazione e sulla co-progettazione, ai sensi dell’art. 55 del Codice del Terzo Settore, nel quale la titolarità clinica resta in capo all’ASP, mentre gli Enti del Terzo Settore garantiscono l’erogazione dei trattamenti individuati nei progetti di vita, configurandosi come supporto integrato al servizio pubblico di neuropsichiatria e non come erogatori autonomi di prestazioni sanitarie. In tale quadro, è stata ribadita l’importanza di garantire la continuità dei servizi già attivi e di accelerare l’apertura dei nuovi centri servizi per l’autismo presso le strutture sanitarie di Pizzo e Brognaturo, al fine di assicurare piena efficacia logistica e terapeutica, come previsto dalla convenzione.
È stata inoltre evidenziata una grave criticità nella gestione del protocollo aziendale, che non ha garantito una presa in carico uniforme delle richieste provenienti dagli ambiti di Vibo Valentia e Spilinga. In particolare, si registra l’assenza di una lista d’attesa unica e trasparente, con una conseguente compromissione dei principi di equità e trasparenza nell’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari. Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione relativa alla possibilità, richiesta per alcuni utenti, di rivolgersi a professionisti esterni al sistema convenzionato per ricevere i sostegni sanitari. In merito, si è convenuto di predisporre una manifestazione di interesse integrativa rivolta a professionisti privati, garantendo parità di qualità, controlli e costi per le prestazioni autorizzate.
La presidente Naso ha sottolineato come tale misura possa rappresentare un’opportunità per ampliare la platea dei beneficiari e rispondere in modo più efficace alle esigenze delle famiglie che non si riconoscono nel sistema convenzionato per i propri figli. La stessa ha richiamato espressamente il principio dell’“accomodamento ragionevole”, previsto dal Decreto Legislativo n. 62/2024, quale obbligo per le pubbliche amministrazioni di adottare tutte le misure organizzative e gestionali necessarie a garantire l’effettivo esercizio dei diritti delle persone con disabilità.
Tale principio, pur nel rispetto dei limiti di sostenibilità e proporzionalità degli interventi, impone il superamento di ritardi, inerzie e ostacoli burocratici che ostacolano l’attuazione dei progetti di vita individuali. Particolare attenzione è stata infine dedicata alla situazione dei Progetti di Vita e al funzionamento delle UVMD. È stato evidenziato come, sin dal 2019, persistano gravi ritardi nell’attivazione dei percorsi di presa in carico negli ATS di Serra San Bruno e Spilinga, dovuti alla mancanza di un protocollo con il DSU, a differenza di quanto avviene nell’ATS di Vibo Valentia. In particolare, ANGSA ha rilevato che nell’ambito di Spilinga — considerati i sostegni sanitari erogati presso il centro servizi per l’autismo di Nicotera e i servizi sociali già attivati su richiesta delle famiglie (ADI, SADD, ED, ecc.) — sarebbe stato possibile applicare la normativa che consente la gestione del flusso documentale tra ATS e Distretto Unico, al fine di garantire l’integrazione socio-sanitaria e superare l’inerzia dell’UVM, consentendo la conclusione delle procedure. La mancata attivazione di tali percorsi, soprattutto per i ragazzi che nel frattempo hanno raggiunto la maggiore età, rischia di compromettere il diritto alla presa in carico integrata, anche alla luce della grave crisi del sistema psichiatrico. Alla luce di quanto emerso, la presidente Naso — che aveva già avviato interlocuzioni presso il CSM di Moderata Durant — insieme al portavoce Conocchiella ha richiesto interventi urgenti per superare tali criticità.
È stata accolta con favore la disponibilità del servizio di Psichiatria a partecipare alle UVMD, auspicando una rapida convocazione da parte del Distretto Unico. ANGSA Vibo Valentia e il Forum del Terzo Settore continueranno a operare in modo costante, puntuale e collaborativo, vigilando e avanzando proposte alle istituzioni competenti affinché siano pienamente garantiti i diritti delle persone con disabilità, con particolare attenzione alle persone nello spettro autistico e alle famiglie caregiver, nel rispetto dei principi di equità, continuità assistenziale e integrazione sociosanitaria.









