Si potrebbe così avviare una nuova fase di confronto. Un risultato ottenuto grazie al ruolo svolto dalla Conferenza dei sindaci tra le proteste esplose e le criticità esposte
La riorganizzazione delle guardie mediche dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia è stata, almeno per il momento, sospesa. Una frenata significativa, arrivata al termine di giorni di forte tensione tra amministratori locali e vertici sanitari, che segna l’avvio di una nuova fase: quella del dialogo e del confronto istituzionale.
A bloccare l’iter della riorganizzazione è stato direttamente il commissario dell’Asp, Vittorio Sestito, recentemente subentrato alla guida dell’ente dopo la conclusione del mandato dei commissari straordinari. La decisione arriva in risposta alle numerose criticità sollevate dai sindaci del territorio, che avevano espresso forte preoccupazione per un piano ritenuto penalizzante per le comunità locali, soprattutto quelle più periferiche.
Il progetto di riorganizzazione, infatti, prevedeva una revisione delle postazioni di continuità assistenziale (le cosiddette guardie mediche), con possibili accorpamenti e riduzioni che avrebbero inciso sull’accessibilità dei servizi sanitari di base.
Determinante è stato il ruolo della Conferenza dei sindaci, formalmente convocata per discutere proprio la delibera n. 176 dell’8 aprile 2026, relativa alla “riorganizzazione territoriale ed efficientamento delle postazioni di continuità assistenziale”.
A guidare il fronte dei primi cittadini è stato il presidente della Conferenza, Salvatore Fortunato Giordano, che ha sottolineato la necessità di un approccio più attento alle esigenze reali del territorio: “Prima di decidere, è giusto capire cosa non funziona: i territori non si governano a tavolino”, ha dichiarato, evidenziando come le scelte in materia sanitaria debbano nascere dal confronto diretto con le comunità.
Le proteste dei sindaci sono state motivate soprattutto dal timore di un indebolimento della rete di assistenza territoriale. In molte aree interne della provincia di Vibo Valentia, infatti, le guardie mediche rappresentano un presidio fondamentale, spesso l’unico punto di riferimento sanitario nelle ore notturne e nei giorni festivi.
Ridurre o accorpare queste strutture significherebbe, secondo gli amministratori locali, aumentare le distanze per i cittadini e aggravare le difficoltà di accesso alle cure, soprattutto per anziani e persone fragili.
La sospensione del provvedimento non rappresenta una bocciatura definitiva, ma piuttosto un passaggio interlocutorio. Si apre ora una fase di confronto istituzionale tra l’Asp, i sindaci, la Regione e gli altri attori coinvolti, con l’obiettivo di rivedere il piano alla luce delle osservazioni emerse.
L’intenzione del commissario Sestito sembra essere quella di avviare un percorso condiviso, capace di coniugare esigenze di razionalizzazione della spesa con la tutela dei servizi essenziali sul territorio.
Nei prossimi giorni, la Conferenza dei sindaci, riconvocata per venerdì 17 aprile, sarà chiamata ad approfondire i contenuti della delibera e a formulare proposte alternative o correttive. Il confronto potrebbe portare a una revisione sostanziale del piano, oppure a una sua rimodulazione più equilibrata.
Quel che appare certo è che la vicenda ha riportato al centro del dibattito il tema della sanità territoriale e del rapporto tra programmazione amministrativa e bisogni reali delle comunità. Una sfida complessa, che richiederà ascolto, mediazione e una visione condivisa per garantire servizi efficienti senza sacrificare la prossimità dell’assistenza.









