Le affermazioni in una nota a firma del portavoce del movimento politico “Opposizione Civica”, Enzo Comerci
L’imminente istituzione di un Commissariato di Pubblica Sicurezza a Tropea ha innescato un dibattito relativamente alla scelta. Una decisione accolta con favore per il rafforzamento della sicurezza nel territorio vibonese, ma che sta suscitando perplessità e critiche da parte di alcune realtà locali, in particolare da Nicotera.
Secondo quanto evidenziato dal movimento “Opposizione Civica”, pur riconoscendo che il potenziamento dei presìdi dello Stato rappresenta “cosa buona e giusta” in una provincia segnata da fenomeni criminali rilevanti, restano dubbi sui criteri adottati per individuare Tropea come sede del nuovo commissariato.
Nel documento diffuso a firma del portavoce Enzo Comerci, si sottolinea come anche l’area di Nicotera e dei comuni limitrofi presenti una significativa presenza della criminalità organizzata, aggravata dalla vicinanza con la Piana di Gioia Tauro. A ciò si aggiunge il fatto che Tropea dispone già di diversi presìdi delle forze dell’ordine, tra cui Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera e un posto fisso di Polizia.
Da qui la critica sulla decisione adottata” che, per come si legge nella nota, chiama in causa le autorità competenti.
Il documento evidenzia anche un sentimento di marginalizzazione da parte della comunità nicoterese, sostenendo che lo Stato “dovrebbe comportarsi come un buon padre di famiglia” e sostenere maggiormente i territori in difficoltà. Da qui l’accusa più dura: “Lo Stato, questo Stato, attraverso le sue autorità, si comporta da patrigno”.
Secondo Enzo Comerci, la presenza di un commissariato o di un rafforzamento delle forze dell’ordine rappresenterebbe un elemento fondamentale non solo per la sicurezza, ma anche per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
La nota si conclude con una presa di posizione netta: “Dissentiamo fortemente”, accompagnata dall’invio formale della protesta alle autorità competenti, tra cui il Prefetto e il Ministero dell’Interno.
Una vicenda che, mentre segna un passo avanti per Tropea, riapre il tema dell’equilibrio nella distribuzione delle risorse per la sicurezza sul territorio provinciale.









