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Crotone, il Consiglio di Stato azzera i vertici della giustizia: annullate le nomine di Procura e Tribunale

Crotone, il Consiglio di Stato azzera i vertici della giustizia: annullate le nomine di Procura e Tribunale

da redazione
5 Giugno 2026
in cronaca
Tempo di lettura: 3 minuti
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Crotone si ritrova a fare i conti con una situazione senza precedenti: Procura e Tribunale contemporaneamente privati delle nomine che avrebbero dovuto garantirne la guida stabile

Un vero e proprio terremoto giudiziario scuote la cittadella della giustizia crotonese. Con due sentenze depositate nella stessa giornata, il Consiglio di Stato ha infatti annullato le nomine dei vertici della Procura della Repubblica e del Tribunale di Crotone, ribaltando le precedenti decisioni del Tar del Lazio e costringendo il Consiglio Superiore della Magistratura a tornare sui propri passi.

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Una decisione destinata a fare rumore ben oltre i confini della provincia pitagorica, perché mette in discussione le scelte compiute dall’organo di autogoverno della magistratura e apre una fase di inevitabile incertezza alla guida dei due principali uffici giudiziari del territorio.

La prima pronuncia riguarda la Procura della Repubblica. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dal magistrato Antonio Bruno Tridico, attualmente sostituto procuratore a Cosenza, annullando la delibera con cui, nel dicembre del 2024, il Csm aveva nominato procuratore capo Domenico Guarascio.

Al centro della vicenda la valutazione comparativa dei curricula dei candidati. Secondo i giudici di Palazzo Spada, il Consiglio Superiore della Magistratura avrebbe dovuto considerare in maniera più ampia e complessiva l’intero percorso professionale dei concorrenti. Non sarebbe stato sufficiente valorizzare esclusivamente l’importante esperienza maturata da Guarascio nella Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, trascurando altri elementi della carriera del ricorrente.

Il Consiglio di Stato ha così stabilito che il Csm dovrà procedere a una nuova comparazione tra i candidati, riesaminando l’intera procedura.

Ma non è finita qui.

Con una seconda sentenza, infatti, è stata annullata anche la delibera con cui, nel febbraio del 2025, il plenum aveva nominato Maria Luisa Mingrone presidente del Tribunale di Crotone.

A impugnare la decisione, in questo caso, era stato Massimo Forciniti, già presidente di sezione dello stesso Tribunale. Il nodo della controversia riguardava il principio di temporaneità degli incarichi direttivi, uno dei cardini dell’ordinamento giudiziario.

Se il Tar del Lazio aveva ritenuto legittima la candidatura di Mingrone, il Consiglio di Stato ha invece fornito un’interpretazione più rigorosa della normativa, affermando che il divieto di essere nuovamente assegnati allo stesso incarico scatta dopo il provvedimento di conferma, indipendentemente dalla durata effettiva del secondo mandato.

In altre parole, non conta quanti anni o mesi siano stati effettivamente svolti: ciò che rileva è l’avvenuta conferma nell’incarico. Un principio che, applicato al caso concreto, ha portato all’annullamento della nomina.

Le due sentenze rappresentano un duro colpo per le decisioni assunte dal Csm e aprono adesso una fase particolarmente delicata per la giustizia crotonese. Toccherà nuovamente all’organo di autogoverno della magistratura riesaminare le candidature e individuare i nuovi assetti di vertice.

Nel frattempo, Crotone si ritrova a fare i conti con una situazione senza precedenti: Procura e Tribunale contemporaneamente privati delle nomine che avrebbero dovuto garantirne la guida stabile. Un vuoto istituzionale che il Csm sarà chiamato a colmare rapidamente, per evitare che le inevitabili conseguenze amministrative finiscano per riflettersi sull’efficienza degli uffici giudiziari e sulla fiducia dei cittadini nella macchina della giustizia.

Tags: consiglio di statocrotonecsmgiustiziaprocura della repubblicasentenzatar del laziotribunalevertici

redazione

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