Inoltre, è stato disposto il sequestro preventivo di due aziende, una attiva nel taglio boschivo e l’altra operante nel terzo settore per il servizio di refezione e mensa scolastica
Nel novembre di due anni fa, grazie all’operazione Artemis, cinquantanove persone furono arrestate dai carabinieri di Catanzaro durante un blitz scattato all’alba nel territorio del circondario di Lamezia Terme e in altri centri italiani, di loro 50 sono finite in carcere, 9 agli arresti domiciliari, con l’accusa a vario titolo di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, oltre ad altri numerosi delitti, reati quasi tutti aggravati dalle modalità e finalità mafiose
La cosca di ndrangheta colpita era quella dei Cracolici, operante nei territori di Maida e Cortale, particolarmente attiva nel commercio di sostanze stupefacenti e nello sfruttamento del settore boschivo, e inserita nel più ampio sistema ‘ndranghetistico geograficamente collocato tra la provincia di Vibo Valentia e il territorio del circondario di Lamezia Terme.
Quell’indagine ebbe un suo proseguo che è sfociato oggi nell’operazione Artemis II, grazie alla quale i Carabinieri di Lamezia Terme, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno dato esecuzione tra Lamezia Terme e le province di Vibo Valentia, Terni e Como, a un provvedimento cautelare in carcere nei confronti di 9 indagati, ritenuti, a vario titolo, i presunti responsabili di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, corruzione, falso ideologico, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, peculato.
Gli investigatori ritengono che il gruppo fosse in grado di incidere sulle decisioni della macchina amministrativa, influenzando gare pubbliche e procedure di affidamento attraverso una rete di relazioni e presunte complicità. Un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe consentito di orientare appalti e attività economiche verso soggetti riconducibili agli interessi dell’organizzazione.
Le misure cautelari hanno raggiunto Domenico Cracolici, detto “Mimmo”, 55 anni, di Cortale; Giuseppe Cracolici, figlio di Domenico, 30 anni, di Cortale; Giuseppe Vinci, detto “Pino”, di Cortale; Francesco Feroleto, 56 anni, di Cortale; Pasquale Ventura, di Lamezia Terme; Luigi Notarianni, 45 anni, di Lamezia Terme; Luca Berlingieri, di Lamezia Terme; Rosanna Notarianni, 38 anni, di Lamezia Terme; Alfredo Cracolici, 40 anni, di Maierato.
Secondo quanto emerge dalle carte giudiziarie, però risulterebbero indicati complessivamente 23 indagati, per i quali non risulta applicata alcuna misura custodiale e restano a piede libero. Tra di loro c’è anche un appuntato dei Carabinieri della Forestale, un militare di 55 anni di Girifalco.
Inoltre, è stato disposto il sequestro preventivo di due aziende, una attiva nel taglio boschivo e l’altra operante nel terzo settore per il servizio di refezione e mensa scolastica che sarebbero state utilizzate per consolidare il controllo economico sul territorio e per la gestione di risorse e commesse pubbliche.









