Momento clou della giornata la reintroduzione in natura di una giovane tartaruga a cui è stato dato il nome di Alessia, ritrovata in mare in difficoltà
A Capo Vaticano Tarta Beach Tour, una giornata alla scoperta del mondo delle tartarughe marine, organizzata dal Circolo Legambiente Ricadi all’interno del progetto Life Turtalnest, un’iniziativa per far comprendere a turisti e bagnanti, attraverso laboratori, giochi e curiosità la straordinaria ricchezza degli ecosistemi marini e quali azioni possiamo realizzare per prenderci cura in modo concreto dei nostri territori, ma anche un’occasione per imparare come possiamo aiutare le tartarughe e in particolare i loro piccoli a raggiungere il mare in sicurezza.
Da alcuni anni il circolo Legambiente Ricadi sta investendo molto sulla tutela dei nidi di tartarughe marine facendo emergere una realtà in precedenza sconosciuta ai più in un territorio a forte antropizzazione. ma che, alla luce dei risultati, ridisegna l’aspetto ambientale. Attraverso una costante attività di monitoraggio delle spiagge, i volontari hanno accertato la presenza e messo in sicurezza numerosi nidi, favorendo la sopravvivenza delle tartarughe. Un’attività che necessita di una collaborazione ampia che veda il coinvolgimento di turisti e residenti.
All’iniziativa, oltre ai numerosi volontari di Legambiente, hanno preso parte il comandante dell’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Tropea Giuseppe Durante, l’Assessore all’ambiente del Comune di Ricadi Domenico Tomaselli e la biologa Stefania Giglio del Centro Recupero Animali Marini di Montepaone.



A concludere la giornata è stata la reintroduzione in natura di una giovane tartaruga a cui è stato dato il nome di Alessia, ritrovata in mare in difficoltà al largo della costa ricadese a causa della ingestione di plastica e con un danno irreversibile ad un occhio. Dopo il recupero in mare la tartaruga è stata affidata alle cure del Centro Recupero M.a.r.e. di Montepaone e sottoposta alle cure necessarie che, fortunatamente, hanno dato esito positivo fino a consentire il suo rilascio nelle stesse acque del ritrovamento. Un momento molto emozionante che ha coinvolto tutti i bagnanti presenti. La liberazione è stata anche l’occasione per raccontare come le attività umane spesso rappresentano un pericolo concreto per la sopravvivenza della specie.


Pesca intensiva, abbandono dei rifiuti e attività da diporto poco oculata sono, infatti, tra le principali cause di morte delle tartarughe che per la loro vulnerabilità sono tra le specie più a rischio di estinzione. Su questi temi e sulle attività svolte del centro recupero si è soffermata la biologa Stefania Giglio che ha anche informato i cittadini sulle azioni da intraprendere nel caso avvistassero una tartaruga in difficolta. Sul ruolo svolto dalla Guardia Costiera a difesa del mare e della sua biodiversità ha relazionato il comandante Giuseppe Durante che ha messo in evidenza anche l’importanza della collaborazione tra associazioni, enti e cittadini per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Il ruolo dei comuni e in particolare le azioni svolte sul territorio e sui rischi ambientali in caso di comportamenti scorretti, è stato il tema trattato dall’assessore all’ambiente Domenico Tomaselli che ha, tra l’altro, ringraziato il Circolo Legambiente Ricadi, la Guardia Costiera e il Centro Recupero per le azioni svolte a tutela del mare. Franco Saragò, presidente del locale circolo ambientalista nell’illustrare le attività realizzate in questi anni a tutela delle tartarughe ha messo in evidenza l’importanza di costruire percorsi condivisi anche con le attività balneari in quanto la difesa del mare e della sua biodiversità, anche se a vario titolo, rappresentano un interesse comune ineludibile.
Le attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale sono state gestite dai volontari del circolo e coordinate da Domenico Saragò, responsabile dei giovani di Legambiente Calabria










