A seguito di un controllo esperito da Soget, sono risultate presenti su molte piattaforme di booking online ma non iscritte al sito per la registrazione
“Vibo Valentia ha grandi potenzialità, ma per svilupparle bene serve il contributo di tutti. Però fattivo, non a parole. Se il territorio cresce ne guadagnano tutti, ma qualcuno ancora oggi fa finta di ignorare che vi sono delle regole e vanno rispettate”.
Parte da questa premessa l’annuncio dell’avvio delle procedure di accertamento, da parte dell’assessorato al Bilancio, guidato da Ketty De Luca, per oltre 130 strutture ricettive che hanno omesso di iscriversi al portale Paytourist (https://vibovalentia.paytourist.com/) per il versamento dell’imposta di soggiorno. Oltre 130 attività che, a seguito di un controllo esperito da Soget, sono risultate presenti su molte piattaforme di booking online ma non iscritte al sito per la registrazione, il calcolo e il versamento di quella che è un’imposta dovuta per legge e normata da apposito regolamento comunale.
L’assessore De Luca, inoltre, ribadisce come la tassa di soggiorno non sia una voce estranea al bilancio “essendo il suo gettito inserito proprio nel documento contabile di previsione e destinato alle finalità indicate dalla legge”.
L’azione dell’amministrazione comunale viene messa in atto con il concerto dei due assessorati direttamente interessati: quello al Bilancio e quello al Turismo e viene così spiegato: “I cittadini hanno il diritto di sapere – dichiarano i due assessori – che gli uffici finanziari dell’ente, nell’esercizio di una programmazione seria e trasparente, hanno sollecitato la Soget affinché vengano recapitati gli atti di accertamento impositivi del pagamento del tributo evaso, e l’applicazione della relativa sanzione. Seguendo una linea chiara voluta dal sindaco sin dall’inizio, questa amministrazione – concludono gli assessori al Turismo ed al Bilancio – ha dimostrato totale apertura al dialogo e al confronto con tutte le realtà produttive del territorio, ma forse qualcuno ha equivocato: una cosa è il dialogo, un’altra è pensare di poter ignorare le regole”.










