Il dolore dei familiari. Le lacrime della mamma: «Lo hanno ammazzato, voglio giustizia». La stretta del Questore: disposta la chiusura per 15 giorni della discoteca
Due persone sono state sottoposte a fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Paola, nell’ambito delle indagini per la morte di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo deceduto dopo un violento pestaggio avvenuto all’esterno di una discoteca a Sangineto, nel Cosentino. Il provvedimento restrittivo arriva a seguito degli accertamenti condotti in sinergia dalla Squadra Mobile di Cosenza, dal Commissariato di Diamante e dai Carabinieri delle compagnie di Paola e Scalea, che hanno ricostruito la dinamica della tragica aggressione.
Intanto, sale il grido di dolore dei familiari della vittima. Chiedono giustizia la mamma e il fratello di Antonio. «Quello che è successo è una cosa brutta, chiediamo solo giustizia», ha dichiarato al Tg1 il fratello della vittima. Parole strazianti quelle della madre del 34enne che, in lacrime, invoca la verità: «Si faccia giustizia, me lo hanno ammazzato».
Sul fronte delle indagini, il questore di Cosenza, Antonio Borelli, ha emesso un provvedimento di sospensione per 15 giorni della licenza della discoteca di Sangineto nelle cui immediate adiacenze si è consumato il pestaggio, culminato poi con il decesso del giovane all’ospedale di Cosenza. La misura scaturisce dagli atti redatti dal personale di polizia e carabinieri, dai quali è emerso che nella notte tra l’8 e il 9 agosto 2026, durante una serata, si sono verificati scontri violenti.











