Enzo Comerci torna a far sentire la voce di Opposizione Civica e, nel giorno di Ferragosto, punta il dito contro lo stato del patrimonio culturale e monumentale della città
Ferragosto dovrebbe essere, per una città come Nicotera, uno dei momenti più importanti dell’anno. Non soltanto per le celebrazioni religiose dedicate alla sua Grande Patrona, ma anche per la possibilità di mettere in mostra quella straordinaria eredità storica e culturale che affonda le proprie radici nella millenaria storia della città e nella grande Medma.
È proprio da questa considerazione che prende le mosse l’ennesimo intervento di Opposizione Civica, affidato al portavoce Enzo Comerci, che sceglie ancora una volta una formula volutamente provocatoria per lanciare un allarme sullo stato in cui, a suo giudizio, versa Nicotera.
Il titolo è già una sentenza: «Chiusa per bancarotta».
Comerci parte da quello che Nicotera potrebbe offrire al visitatore: la Cava greco-romana, il Museo Civico Archeologico, il Museo Diocesano di Arte Sacra, il Museo di Mineralogia, la Pinacoteca Vescovile, gli archivi municipale e diocesano, il Borgo Medievale e le tante altre testimonianze di una storia che rappresenta uno dei patrimoni identitari più importanti del territorio.
Un patrimonio che, secondo il portavoce di Opposizione Civica, rischia però di rimanere soltanto sulla carta.

«Era un sogno di mezza estate – scrive Comerci, giocando sul riferimento a Ferragosto – da festeggiare non rimane niente oltre alla Madre Celeste». Poi l’affondo: «La realtà cruda ed amara è quella che è e nessuno, pinco palla che sia, può dire diversamente. La città è uno spettro!».
La denuncia entra quindi nel merito delle condizioni dei luoghi della cultura e della memoria cittadina. La Cava greco-romana, sostiene Comerci, sarebbe «affogata nella sterpaglia», mentre il Museo d’Arte Sacra viene descritto come vittima di «pressapochismo di facciata». E ancora il Borgo Medievale, indicato come abbandonato, mentre sugli altri luoghi della cultura «non si sa che fine abbiano fatto».
Un quadro che, nella lettura di Opposizione Civica, non sarebbe soltanto il risultato di singole criticità, ma il sintomo di una più generale assenza di una strategia culturale.


Comerci punta infatti il dito anche contro la struttura amministrativa di Palazzo Convento, osservando polemicamente che «non esiste nemmeno un Assessorato alla Cultura» e contrapponendo alla valorizzazione del patrimonio quella che definisce, con una colorita espressione, la politica del «arrusti e mangia».
La critica si trasforma così in una riflessione più ampia sul rapporto tra Nicotera e la propria identità. Perché, sostiene il portavoce di Opposizione Civica, una città che può vantare una storia millenaria non può permettersi di lasciare nell’abbandono proprio quei luoghi che quella storia dovrebbero raccontarla.
E nell’ultima parte del suo intervento Comerci affida la propria denuncia alla memoria di alcuni dei figli più illustri di Nicotera: Achille Russo, Raffaele Corso, Antonio Pagano, Bruno Vinci, Pino Neri e Natale Pagano, «solo per citarne alcuni».
«I grandi nostri concittadini, che hanno portato in alto il nome della città Medmea – conclude – si staranno rivoltando nella tomba».
Un intervento volutamente duro, dunque, quello scelto da Enzo Comerci proprio nel giorno di Ferragosto. Ma dietro le provocazioni e le metafore c’è una questione molto concreta: quanto della straordinaria storia di Nicotera viene oggi realmente valorizzato e quanto, invece, rischia di essere lentamente consegnato all’incuria?
È questa la domanda che Opposizione Civica rilancia ancora una volta. E, come già accaduto nei precedenti interventi, lo fa scegliendo di non attenuare i toni. Perché, nella sua lettura, il problema non è soltanto ciò che manca oggi, ma ciò che una città come Nicotera rischia di perdere domani.








