E il problema, sostiene Enzo Comerci, non riguarda soltanto la qualità delle acque. C’è anche una questione di sicurezza fisica, legata alla parte terminale del Fosso Consortile
A Nicotera torna a far sentire forte la propria voce di denuncia Enzo Comerci, portavoce del movimento Opposizione Civica, e questa volta lo fa mettendo sotto accusa quella che definisce senza mezzi termini una situazione di «irresponsabilità» e «pericolo».
Al centro del nuovo comunicato ci sono i dati diffusi dall’Arpacal a seguito dei prelievi effettuati il 22 agosto scorso nelle acque superficiali e, soprattutto, in mare, nel tratto di lungomare antistante il Fosso Consortile. Numeri che, secondo Comerci, impongono una risposta immediata da parte delle istituzioni.
Nel punto di mare indicato, i dati riportati da Arpacal evidenziano 3.784 Escherichia coli e 2.603 enterococchi intestinali per 100 millilitri d’acqua. Ancora più elevato il dato relativo al Fosso Consortile, con 4.000 Escherichia coli per 100 millilitri.
Numeri che assumono un peso ancora maggiore, secondo il portavoce di Opposizione Civica, se rapportati alla precedente rilevazione del 29 luglio relativa al Fosso San Giovanni, quando gli Escherichia coli avevano raggiunto quota 120.000 per 100 millilitri.

È proprio su questo punto che Comerci concentra la sua denuncia: a suo giudizio, nonostante la pubblicazione dei dati e la situazione evidenziata dai campionamenti, non sarebbe stata adottata tempestivamente un’ordinanza contingibile e urgente a tutela della popolazione.
E il problema, sostiene il portavoce di Opposizione Civica, non riguarda soltanto la qualità delle acque.
C’è anche una questione di sicurezza fisica, legata alla parte terminale del Fosso Consortile, che si trova in area urbana, in prossimità di un grande villaggio turistico e direttamente sulla spiaggia. Comerci descrive un tratto largo circa dieci metri, colmo di liquido torbido e maleodorante, profondo e privo di adeguate protezioni laterali per decine di metri.
Una situazione che, soprattutto in presenza di famiglie e bambini, viene considerata dal movimento particolarmente preoccupante.
«Siamo in pericolo!», è il grido d’allarme che conclude il documento.
Non è soltanto una contestazione politica, dunque. Comerci trasforma la questione in una precisa chiamata in causa delle istituzioni e, proprio per questo, ha trasmesso il comunicato anche al Ministro dell’Interno, al Prefetto di Vibo Valentia, al Comandante della Capitaneria di Porto e al Commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia.
Il titolo scelto per il documento è già una dichiarazione politica: «Nicotera – Orfana delle istituzioni».
Un’accusa pesante, che chiama direttamente in causa chi ha il compito di vigilare, intervenire e tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini. Comerci, dunque, torna a occupare quello spazio di opposizione civile che ha caratterizzato le sue precedenti prese di posizione, chiedendo che davanti a dati che definisce «fortemente preoccupanti» non prevalgano silenzio, attese o rimpalli di responsabilità.
A Nicotera, nel pieno della stagione turistica, la questione diventa così anche un problema di immagine e di credibilità: quando l’acqua e la sicurezza dei bagnanti sono in discussione, la prima risposta che i cittadini si aspettano dalle istituzioni non è una spiegazione, ma un intervento.











