Telefonate sospette in diversi comuni della provincia. I malviventi si spacciano per militari dell’Arma e fanno leva sulla paura: «Non consegnate denaro o preziosi e chiamate subito il 112»
Può capitare di ricevere una telefonata che può sembrare autorevole, una voce che si presenta come quella di un carabiniere e, dall’altra parte, una persona anziana che improvvisamente si ritrova dentro una storia costruita ad arte. È proprio sulla paura e sulla confusione che fanno leva i truffatori. E nel Vibonese il copione del “finto Carabiniere” torna a preoccupare.
Sono infatti diversi i tentativi di truffa telefonica segnalati negli ultimi giorni in più comuni della provincia di Vibo Valentia, tanto da indurre il Comando provinciale dei Carabinieri a lanciare un nuovo invito alla massima attenzione, soprattutto nei confronti delle persone anziane.
Il meccanismo è ormai tristemente conosciuto, ma continua a dimostrarsi efficace. Il truffatore telefona alla vittima qualificandosi come appartenente all’Arma e prospetta una situazione urgente: un familiare coinvolto in un incidente, un problema giudiziario, un procedimento da evitare o una presunta necessità di mettere al sicuro denaro e oggetti preziosi. La tensione cresce rapidamente e alla vittima viene fatto credere che occorra intervenire immediatamente.
In alcuni casi, dopo la telefonata, può arrivare anche una seconda persona direttamente a casa per ritirare contanti, gioielli o altri oggetti di valore.
Un meccanismo tutt’altro che improvvisato. Recenti indagini condotte in altre regioni hanno infatti evidenziato l’esistenza di vere e proprie organizzazioni nelle quali i telefonisti individuano e contattano le vittime mentre altri soggetti si occupano materialmente del ritiro dei beni.
E proprio il Vibonese non è nuovo a questo genere di raggiri. Nel giugno scorso, i Carabinieri della Stazione di San Calogero avevano eseguito una misura cautelare nei confronti di due persone ritenute gravemente indiziate, allo stato degli atti, di una truffa aggravata ai danni di un’anziana, realizzata nell’ottobre 2025 proprio attraverso il metodo del “finto Carabiniere”.
Di fronte alle nuove segnalazioni, l’indicazione dei Carabinieri è molto semplice: non lasciarsi prendere dal panico e non consegnare mai denaro, gioielli o altri oggetti di valore a sconosciuti.
Se arriva una telefonata sospetta, bisogna interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112, senza utilizzare eventuali numeri forniti dal presunto militare.
È importante ricordare, inoltre, che un vero Carabiniere non chiede telefonicamente denaro, bonifici, contanti o gioielli per risolvere un’emergenza o un procedimento giudiziario. Richieste di questo tipo devono quindi essere considerate un campanello d’allarme.
La raccomandazione vale soprattutto per gli anziani, spesso scelti proprio perché più vulnerabili davanti a una telefonata costruita per generare paura e senso di urgenza.
Non bisogna vergognarsi di aver ricevuto una telefonata sospetta e, soprattutto, non bisogna pensare di poter fare tutto da soli. Chiamare il 112 al primo dubbio può fare la differenza, consentendo ai militari di intervenire tempestivamente e di raccogliere informazioni utili per individuare i responsabili.
Il messaggio che arriva dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia è dunque un invito alla prudenza, ma anche alla collaborazione: davanti a chi usa la divisa, vera o soltanto immaginata al telefono, per mettere paura e mettere le mani sui risparmi di una vita, la risposta più efficace resta una sola: non fidarsi, non consegnare nulla e chiamare subito il 112.










