Due episodi a distanza di poco tempo, una possibile ritorsione e un precedente che potrebbe essere la chiave per ricostruire l’intera vicenda. La Squadra Mobile cerca il filo che unisce gli avvenimenti
Prima gli spari. Poi le mazzate.
E in mezzo, un viaggio in ospedale che avrebbe dovuto chiudere almeno per qualche ora una mattinata già segnata dalla violenza e che, invece, sembra aver rappresentato soltanto una tappa di una vicenda ancora tutta da decifrare.
È accaduto questa mattina nel quartiere Affaccio di Vibo Valentia, dove un uomo di circa sessant’anni è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola, riportando, secondo le prime informazioni, ferite di lieve entità. Poco dopo, il figlio che lo aveva accompagnato al pronto soccorso sarebbe stato a sua volta fermato e violentemente aggredito mentre faceva ritorno a casa.
Due episodi distinti oppure due momenti della stessa storia? È questa, adesso, la domanda alla quale stanno cercando di dare una risposta gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia.
Il primo episodio si è verificato nella mattinata nel quartiere Affaccio. L’uomo, sulla sessantina secondo le informazioni finora raccolte, sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco. Una delle ferite, stando a quanto emerso, avrebbe interessato un piede e le conseguenze non sarebbero state particolarmente gravi. Il sessantenne è stato comunque accompagnato in ospedale dal figlio, dove ha ricevuto le cure necessarie.
Ed è proprio a partire da questo momento che la vicenda assume un secondo e inquietante sviluppo.
Dopo aver accompagnato il padre al pronto soccorso, il giovane avrebbe lasciato l’ospedale per fare ritorno a casa. Durante il tragitto, però, sarebbe stato fermato da alcune persone e aggredito violentemente. Un pestaggio che gli avrebbe provocato lesioni tali da rendere necessario, anche per lui, il ricorso alle cure dei sanitari.
La sequenza temporale dei due episodi è dunque uno degli elementi sui quali si stanno concentrando gli investigatori: prima il ferimento del padre, poi l’aggressione del figlio.
Una coincidenza? Una ritorsione? Oppure la prosecuzione di un contrasto già maturato nei giorni precedenti?
Al momento non esistono elementi definitivi per stabilirlo e proprio per questo la Squadra Mobile sta cercando di ricostruire ogni passaggio della vicenda.
Nel quadro degli accertamenti sarebbe finita anche una rissa avvenuta circa 48 ore prima nei pressi di un autolavaggio con annessa stazione di servizio. Anche in quell’occasione era stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine e del 118. Le persone coinvolte erano state identificate e la situazione era poi tornata alla calma.
Non è ancora possibile affermare che quella lite abbia un rapporto con quanto accaduto questa mattina. Ma l’episodio è tra gli elementi che gli investigatori stanno valutando per capire se esista un filo conduttore tra gli avvenimenti degli ultimi giorni.
Il lavoro della Squadra Mobile procede quindi lungo due direttrici: da una parte ricostruire con precisione le modalità del ferimento dell’uomo e individuare chi abbia esploso i colpi; dall’altra identificare le persone che avrebbero aggredito il figlio.
Gli investigatori stanno acquisendo testimonianze e verificando le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, alla ricerca di elementi che possano chiarire movimenti, presenze e soprattutto la successione temporale degli episodi.
Resta, per ora, un punto fermo: in poche ore un uomo è stato ferito da colpi di pistola e suo figlio è stato successivamente picchiato. Tutto il resto — dal movente agli eventuali responsabili, fino alla possibile relazione con la rissa di due giorni fa — è ancora materia di indagine.
E sarà proprio la ricostruzione di quella sequenza a dire se si è trattato di due episodi separati o dei capitoli di una sola, preoccupante vicenda.










