Perché quel corso non fu un corso qualunque. Fu il primo corso misto nella storia della Polizia di Stato. Per la prima volta uomini e donne sedevano nelle stesse aule
Nel settembre del 1986 il 96° Corso Allievi Agenti fece la storia: per la prima volta uomini e donne furono formati insieme. Uomini e donne varcarono insieme i cancelli della Scuola “Andrea Campagna” di Vibo Valentia. E adesso, a quarant’anni di distanza, quegli allievi e i loro docenti sono tornati nello stesso luogo per ritrovare una parte della loro vita e celebrare una pagina che ha cambiato la storia della Polizia italiana
Quarant’anni dopo, sono tornati là dove tutto era cominciato. Gli allievi di allora e i loro docenti si sono ritrovati per riabbracciarsi, ricordare, sorridere per celebrare una storia che in qualche modo appartiene anche alla città.



Perché quel corso non fu un corso qualunque. Fu il primo. Il primo corso misto nella storia della Polizia di Stato. Per la prima volta uomini e donne sedevano nelle stesse aule, affrontavano insieme l’addestramento, condividevano la disciplina, la fatica, le aspettative e quell’incertezza che accompagna sempre chi si appresta a cominciare una nuova vita professionale.
Forse allora non potevano immaginarlo. Forse, presi dalle esercitazioni, dalle lezioni, dalla quotidianità della scuola e dall’attesa di indossare finalmente la divisa, non si rendevano conto di essere protagonisti di una svolta storica. Ma lo erano.
Una legge diventava vita Cinque anni prima, il Parlamento aveva approvato la legge n. 121 del 1° aprile 1981, una riforma destinata a modificare radicalmente l’ordinamento della pubblica sicurezza.
La Polizia si avviava verso una nuova identità: smilitarizzazione, riorganizzazione, nuovi compiti e, soprattutto, il riconoscimento della parità di funzioni e dignità tra uomini e donne.
Ma una legge, per quanto importante, rimane scritta sulla carta fino a quando qualcuno non la trasforma in realtà. A Vibo Valentia quella realtà prese forma nel settembre del 1986.
Quei ragazzi e quelle ragazze furono chiamati a diventare poliziotti insieme.
Ed è proprio questo il significato più profondo del 96° Corso: non soltanto un pezzo di storia della Polizia, ma il momento nel quale una grande trasformazione istituzionale entrò concretamente nella vita quotidiana di una scuola e delle persone che la abitavano.
Il tempo passa. I ricordi no. Quarant’anni sono una vita. In quarant’anni cambiano le città, cambiano le divise, cambiano le tecnologie, cambiano i modi di fare sicurezza. Cambiano le persone. Ma non cambiano certi ricordi. Non cambia l’emozione di quella divisa indossata per la prima volta.
Non cambiano le amicizie nate tra quelle mura, le risate, le difficoltà, i momenti di tensione, la fatica dell’addestramento e quella particolare complicità che nasce quando si condivide qualcosa che non si dimenticherà mai.
E così, dopo quattro decenni, quegli stessi uomini e quelle stesse donne sono tornati a Vibo Valentia. L’infaticabile lavoro di Giovanni Vattiata, che fu il loro Istruttore di tiro, è riuscito nell’impresa di riportarli a Vibo Valentia.
Con i capelli diventati bianchi, con le rughe che raccontano gli anni trascorsi, con alle spalle carriere, famiglie, responsabilità, successi e inevitabili assenze. Ma per un giorno, probabilmente, il tempo si è fermato. E dentro quella scuola sono tornati ad essere gli allievi del 1986. Accolti dall’attuale Direttore della Scuola di Polizia, Dirigente Pasquale Ciocca, e salutati dal Presidente della sezione UIR di Vibo Valentia, Caav. Maurizio Bonanno



C’è poi un motivo in più perché questo anniversario abbia un significato particolare per la città.
La Scuola “Andrea Campagna” non fu soltanto il luogo nel quale quei giovani furono formati. Fu il luogo nel quale una nuova idea di Polizia cominciò a prendere corpo.
Vibo Valentia, forse senza rendersene conto fino in fondo, fu così chiamata a custodire una pagina importante della storia delle istituzioni italiane.
Una pagina che oggi può essere raccontata attraverso i volti di chi ne fu protagonista. Ed è bello che, a distanza di quarant’anni, quella storia sia tornata proprio lì dove era cominciata.
A Vibo Valentia. Tra quelle stesse mura. E rivivere quel primo passo di una carriera che per molti sarebbe durata una vita intera.
E poi c’è una prima volta ancora più grande: quella di essere consapevolmente o inconsapevolmente parte di un cambiamento storico. Il 96° Corso fu tutto questo.
Fu il momento nel quale uomini e donne cominciarono a vivere insieme, nella formazione e poi nel servizio, quella Polizia di Stato che oggi conosciamo.
Le donne non erano più una presenza da considerare eccezionale. Erano poliziotte. Con gli stessi compiti, le stesse responsabilità, la stessa dignità.
Una normalità che oggi appare scontata, ma che quarant’anni fa rappresentava una conquista straordinaria.
E, allora, ben tornati a casa.
Perché una scuola può essere un edificio, un insieme di aule, corridoi e piazzali. Ma per chi vi ha trascorso un pezzo fondamentale della propria giovinezza diventa qualcosa di diverso. Diventa casa.
E tornare a casa dopo quarant’anni significa incontrare il proprio passato. Significa guardare negli occhi chi ha condiviso con te quella stagione della vita. Significa ricordare anche chi oggi non c’è più. Significa comprendere che il tempo può portarsi via quasi tutto, ma non può cancellare ciò che siamo stati.



Certo, possiamo dire che gli uomini e le donne del 96° Corso sono tornati a Vibo Valentia per celebrare quarant’anni. In realtà hanno celebrato molto di più.
Hanno celebrato una scelta. Una riforma diventata realtà. Una generazione che ha aperto una strada. Una professione che ha cambiato volto.
Oggi quei ragazzi e quelle ragazze sono uomini e donne con quarant’anni di vita in più. Ma quando hanno varcato nuovamente quei cancelli, probabilmente, per un istante, hanno sentito ancora il rumore dei passi sul piazzale, le voci degli istruttori, l’emozione del primo giorno.
E forse hanno capito che certe esperienze non finiscono mai davvero. Perché alcune storie passano. Altre, invece, diventano memoria.
E quella del 96° Corso Allievi Agenti, a Vibo Valentia, è una di quelle che meritano di essere ricordate.











