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Strade provinciali, sopralluogo nell’area del Poro del presidente della Provincia di Vibo Valentia

Provincia di Vibo Valentia, la FP Cgil chiede un cambio di passo: “Più trasparenza, confronto e valorizzazione del personale

da redazione
11 Settembre 2026
in attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
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Nel mirino del sindacato la nuova bozza del regolamento sulle Posizioni Organizzative e le Elevate Qualificazioni, ma anche rotazione degli incarichi, formazione, progressioni di carriera, personale ex TIS e trasformazione dei part-time a 34 ore in full-time

C’è un malessere che non riguarda soltanto le carte, i regolamenti e le procedure. Riguarda il modo in cui una pubblica amministrazione sceglie di guardare alle proprie risorse umane. Ed è proprio su questo terreno che la FP CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia decide di alzare la voce e chiedere alla Provincia di Vibo Valentia un «cambio di passo».

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A firmare la presa di posizione è il segretario Luciano Contartese, che interviene pubblicamente sulla gestione e sull’organizzazione del personale dell’Ente. Un intervento nel quale il sindacato rivendica di avere, negli anni, formalizzato osservazioni e rilievi con l’obiettivo dichiarato di contribuire alla correttezza degli atti amministrativi, alla trasparenza e alla tutela dei lavoratori.Ma questa volta, sostiene la FP CGIL, sul tavolo ci sono questioni che meritano un confronto più approfondito.

Il primo punto riguarda la recente bozza del Regolamento per le Posizioni Organizzative e le Elevate Qualificazioni. Secondo la FP CGIL, il testo presenterebbe diversi profili che necessitano di un ulteriore approfondimento, sia rispetto alle norme vigenti sia sotto il profilo dell’equità di trattamento tra i dipendenti.

Non sarebbe, peraltro, una questione nuova. Il sindacato ricorda di avere già espresso perplessità sulle precedenti versioni del regolamento e di avere trasmesso specifici memorandum all’Amministrazione e ai consiglieri provinciali.In passato, sottolinea la sigla sindacale, alcuni rilievi avrebbero portato anche all’annullamento in autotutela di precedenti provvedimenti.

Ed è proprio alla luce di questa esperienza che la FP CGIL chiede oggi maggiore attenzione nella gestione delle proroghe e nella definizione dei nuovi criteri, invocando principi «oggettivi, comparativi» e una maggiore attenzione alla rotazione degli incarichi.

C’è poi una questione che, prima ancora di essere tecnica, è di metodo.

La documentazione relativa alla nuova proposta regolamentare sarebbe stata trasmessa a RSU e organizzazioni sindacali il 5 agosto. Una tempistica che, secondo la FP CGIL, non avrebbe favorito le condizioni migliori per un confronto sereno.Il periodo estivo, infatti, rischierebbe di trasformare un passaggio importante della vita amministrativa dell’Ente in un confronto inevitabilmente condizionato da assenze e difficoltà organizzative.

Ancora più significativa, secondo il sindacato, la vicenda dell’iniziale esclusione della CGIL dall’informativa, motivata dalla mancata sottoscrizione dell’ultimo contratto collettivo nazionale. Una circostanza che, almeno temporaneamente, avrebbe escluso dal confronto una sigla che rivendica una presenza storica e un ruolo propositivo.

La nota della FP CGIL, però, non si ferma al regolamento delle Elevate Qualificazioni.

Il sindacato mette in fila una serie di questioni che, prese nel loro insieme, delineano una precisa richiesta: valorizzare maggiormente le professionalità già presenti nella macchina amministrativa.

A partire dalla rotazione degli incarichi, che viene richiamata anche come strumento di prevenzione del rischio corruttivo e di garanzia delle pari opportunità nell’accesso al salario accessorio e agli incentivi.

Poi ci sono gli incarichi extra-istituzionali. La FP CGIL chiede criteri maggiormente omogenei nella valutazione delle richieste dei dipendenti, sottolineando come le collaborazioni esterne, quando autorizzate nel rispetto delle regole, possano rappresentare anche un’occasione di crescita professionale per il lavoratore e di arricchimento per l’amministrazione.

Particolarmente significativo il passaggio dedicato al personale ex TIS recentemente stabilizzato.

Per la FP CGIL la stabilizzazione rappresenta un risultato importante, ma rischia di perdere parte del proprio significato se lavoratori che hanno maturato circa sette anni di esperienza e formazione all’interno delle strutture amministrative vengono utilizzati prevalentemente per mansioni esecutive o di supporto logistico.Il sindacato chiede quindi una piena valorizzazione di queste professionalità e il loro reinserimento nei settori operativi, evitando che competenze maturate nel tempo finiscano semplicemente disperse.

Altro capitolo è quello delle cosiddette verticalizzazioni, cioè delle progressioni di carriera interne. La FP CGIL lamenta il blocco delle procedure e alcune limitazioni nell’accesso ai percorsi formativi, sostenendo che ciò rischia di frenare la crescita professionale di lavoratori che da anni garantiscono la continuità dei servizi.

E infine c’è la questione del personale part-time a 34 ore.Il sindacato richiama gli impegni assunti per la trasformazione dei contratti a tempo pieno, a 36 ore, chiedendo che si dia seguito a quanto previsto e sottolineando la necessità di garantire equità e piena dignità lavorativa anche rispetto alle nuove immissioni in organico.

Al di là delle singole contestazioni, la nota della FP CGIL pone una domanda più generale: che idea di pubblica amministrazione si vuole costruire per la Provincia di Vibo Valentia?

Perché dietro un regolamento sulle Elevate Qualificazioni, dietro una progressione di carriera, dietro la destinazione di un lavoratore o la trasformazione di un contratto, non ci sono soltanto norme e procedure. Ci sono persone, professionalità e anni di esperienza.

La richiesta conclusiva di Luciano Contartese è dunque quella di riaprire una stagione di confronto con tutte le rappresentanze sindacali.Una richiesta che, al di là delle rispettive posizioni, merita di essere ascoltata. Perché una macchina amministrativa può essere efficiente soltanto se riesce a valorizzare chi quella macchina la fa funzionare ogni giorno.

E perché, soprattutto quando si parla di personale pubblico, trasparenza e confronto non dovrebbero essere concessioni, ma il normale metodo con cui un’amministrazione costruisce le proprie decisioni.

Tags: confrontoFP CGILpersonaleprovincia vibo valentiasindacatotrasparenzavalorizzazione

redazione

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