• Contatti
martedì, Agosto 11, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Don Fiorillo, non c’è salvezza per chi resta prigioniero della sua presunzione

da admin_slgnwf75
29 Agosto 2024
in è domenica
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 23 ottobre

di Mons. Giuseppe Fiorillo

Ti potrebbe anche piacere

Don Fiorillo, Gesù accoglie sempre e accoglie tutti come quel padre misericordioso che viene incontro a quel figlio sciagurato

Don Fiorillo, Gesù accoglie sempre e accoglie tutti come quel padre misericordioso che viene incontro a quel figlio sciagurato

9 Agosto 2026
137
Don Fiorillo, il male del nostro mondo, oggi, è che non condivide i beni di questo mondo

Don Fiorillo, il male del nostro mondo, oggi, è che non condivide i beni di questo mondo

2 Agosto 2026
148

Carissime/i, oggi, con questa pagina del vangelo di Luca (Lc,18,9-14) siamo sempre in cammino verso Gerusalemme, cammino fatto di passi, ma ancor più di insegnamenti.
A chi aveva l’intima convinzione di essere giusto e disprezzava gli altri Gesù narra una parabola, sconvolgente per i ben pensanti del suo tempo.

“Due uomini salirono al Tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo stando in piedi, pregava così tra sé: o Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri, ladri, ingiusti ,adulteri e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte a settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava neppure alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: o Dio, abbi pietà di me peccatore.”

fariseo e pubblicano 3

I due protagonisti di questa parabola che salgono al tempio per pregare rappresentano due atteggiamenti religiosi opposti ed inconciliabili.

Il fariseo.

I Farisei, al tempo di Gesù, erano una sorta di congregazione, forte nel mettere in pratica la legge di Mosè e le tradizioni “tramandate dai Padri”, contenenti ben 613 norme alle quali davano la stessa importanza che veniva data alle Dieci Parole della Torà.
Grande attenzione ponevano nell’osservare la ritualità riguardante il cibo, la preparazione degli alimenti ed il lavarsi le mani fino al gomito. Stavano attenti alle persone con le quali mangiavano per non diventare ritualmente impuri.
Criticavano Gesù perché mangiava con i peccatori e disprezzavano i suoi discepoli perché non si lavavano le mani ai pasti.
Ricevevano, tuttavia, grande considerazione dal popolo che li rileva giusti e devoti.

Veniamo al fariseo della parabola.
Sta in piedi, prega da solo, separato dagli altri (fariseo significa, difatti, separato), alza lo sguardo verso l’alto, secondo le usanze delle preghiere ebraiche; e fin qui tutto bene! Poi, meno bene, quando presenta al Signore le ragioni del suo pregare:” non sono come gli altri”…gli altri uomini per lui sono ladri, ingiusti, adulteri… lui è ben altro: digiuna due volte a settimana, lui dà la decima di tutto quello che produce o acquista. Lui è soddisfatto e presuntuoso. Disprezza gli altri e ringrazia Dio per non essere come il pubblicano che stava in fondo al tempio.
La sua è una preghiera egoista che ruota sul suo “io”: …io pago, io digiuno, io prego due volte al giorno, al mattino ed al pomeriggio.
È un uomo sazio di legge, ma privo dell’amore di Dio, perché non lo lascia entrare nella sua storia.

Il pubblicano.

Il pubblicano della parabola è un esattore delle tasse doganali.
Le tasse erano i tributi dovuti a Roma che aveva conquistato la Palestina nel 65 avanti Cristo e venivano raccolte nei porti, nelle piazze ed alle porte delle città e dei villaggi.
Tutti gli esattori delle tasse erano cordialmente disprezzati dalla gente, perché considerati estorsori iniqui e ritenuti impuri, alla stregua dei peccatori e delle prostitute.
Il pubblicano, che sta nel Tempio, non è una persona onesta e ne ha piena coscienza.
Non ha niente da offrire a Dio, ma molto da ricevere da Lui: il suo perdono e la sua misericordia.
Non si scusa. Riconosce di essere peccatore. Si batte il petto e, chino verso terra, emette poche parole con le quali confessa tutto il suo malessere interiore: “o Dio, abbi pietà di me peccatore”.

“Io vi dico: il pubblicano, a differenza del fariseo, tornò a casa giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato”.

Finale della parabola assai irritante per i professionisti della religione!
Il pubblicano, che mette a nudo la sua anima e dà spazio a Dio, viene sollevato dalla sua miseria, a differenza del fariseo, che, credendo di salvarsi da sé e con le sue opere, resta prigioniero della sua presunzione.

Buona domenica con un messaggio che ci viene dal libro di spiritualità: Imitazione di Cristo: “a Dio piace più l’umiltà dopo che abbiamo peccato, che la superbia dopo che abbiamo fatto le opere buone”.
Don Giuseppe Fiorillo.

Tags: gesùvangelo

admin_slgnwf75

Articoli Simili

Don Fiorillo, Gesù accoglie sempre e accoglie tutti come quel padre misericordioso che viene incontro a quel figlio sciagurato

Don Fiorillo, Gesù accoglie sempre e accoglie tutti come quel padre misericordioso che viene incontro a quel figlio sciagurato

da admin_slgnwf75
9 Agosto 2026
137

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 9 agosto di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi con il brano del Vangelo...

Don Fiorillo, il male del nostro mondo, oggi, è che non condivide i beni di questo mondo

Don Fiorillo, il male del nostro mondo, oggi, è che non condivide i beni di questo mondo

da admin_slgnwf75
2 Agosto 2026
148

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 2 agosto di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi , Carissime, carissimi, celebriamo oggi...

Don Fiorillo, chi incontra Cristo trova ciò che vale più di tutto il resto. Il Regno di Dio vale più di ogni ricchezza

Don Fiorillo, chi incontra Cristo trova ciò che vale più di tutto il resto. Il Regno di Dio vale più di ogni ricchezza

da admin_slgnwf75
26 Luglio 2026
158

Riflessioni sulle pagine Vangelo di domenica 26 luglio di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi, oggi, 17ª domenica del tempo ordinario,...

Don Fiorillo, il compito di noi cristiani, oggi, è far riemergere il bene, la luce ed allontanare, così, il male

Don Fiorillo, il compito di noi cristiani, oggi, è far riemergere il bene, la luce ed allontanare, così, il male

da admin_slgnwf75
19 Luglio 2026
146

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 19 luglio di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi, in questa 16ª domenica del...

Prossimo

Locorotondo, vagare per una misteriosa città labirintica imbiancata a calce

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews