Gli studenti della Bruzzano senza palestra, la dirigente sotto accusa e il sindaco in pieno esercizio d’autorità. Altro che scienze motorie: qui si fa ginnastica politica!
di Marcello Bardi
Gli studenti della scuola Bruzzano sono da sempre senza palestra. La struttura di Piazza Diaz alla quale si appoggiavano, però, deve ritornare al Comune perché il sindaco ed il suo consigliere speciale, pare abbiano previsto a breve la realizzazione di un museo. La dirigente informa i genitori dell’impossibilità di garantire agli allievi gli spazi necessari per svolgere al meglio l’ora di scienze motorie. E il primo cittadino che fa?
Consultato il “consigliore”, letteralmente “sballa”… perde le staffe ed anche la testa. Ed inveisce contro Mimma Cacciatore.
Rea di aver agitato la sommossa, di aver messo contro l’istituzione alunni e famiglie e, soprattutto, di aver minacciato di chiamare “truppe” – avete capito bene: “truppe” – di giornalisti.
Insomma, la caccia al cronista, che nei giorni scorsi si era limitata al palazzo comunale, ieri è diventata “fobia del cronista”.
I giornalisti continuano a preoccupare Romeo. Tanto che il sindaco li immagina al fronte, asserragliati con le loro truppe e pronte a dare l’assalto al palazzo!
Piuttosto, il capo dell’esecutivo farebbe bene a preoccuparsi delle “truppe” delle famiglie degli studenti pronte a dare l’assalto al palazzo fortezza nel quale, ogni tanto, a giorni alterni, è possibile trovarlo.
Ma c’è di più.
Nella tragicomica nota spedita alla dirigente, il sindaco, probabilmente – così raccontano le “talpe” del Palazzo – imbeccato dal suo consigliore, uomo di scuola, d’arte e di scienza, allude ad un accorpamento, ignorando che questo termine, in gergo scolastico abbia un significato ben preciso.
Romeo, Romeo… la Bruzzano è stata già accorpata: alla scuola Garibaldi-Don Bosco. Piuttosto, si immagina, volesse dire altro… si ipotizza che le sue minacce siano legate al possibile inglobamento della sede staccata nella centrale.
Un’altra clamorosa papera in una vicenda che dimostra come l’amministrazione sia ormai alle corde.
A proposito, come la pensa la maggioranza rispetto alla vexata quaestio?
Al momento, tutto tace. Quantomeno ufficialmente.
Ma sulla strada che porta all’Inferno c’è chi annota e prende appunti sul taccuino con l’auspicio di riempirlo presto per presentare il conto a Romeo e al suo “sodale” scudiero, arroccati nel castello-fortezza che giganteggia su piazza Martiri d’Ungheria.










