• Contatti
martedì, Settembre 1, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Ha un cuore calabrese l’eroe italiano nella tragica notte di Crans-Montana

Ha un cuore calabrese l’eroe italiano nella tragica notte di Crans-Montana

da Maurizio
3 Gennaio 2026
in editoriale, cronaca
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Il gesto di Paolo Campolo, di origine reggina, che nella notte di Capodanno a Crans-Montana ha salvato dieci ragazzi dalle fiamme

Eroe. È una parola abusata, spesso svuotata dal rumore dei social e delle celebrazioni frettolose. Ma la notte di Capodanno a Crans-Montana, tra il fumo acre, le urla e le fiamme che divoravano il locale “Le Constellation”, quella parola ha ritrovato il suo significato più vero. E porta un nome e un cognome calabresi: Paolo Campolo.

Ti potrebbe anche piacere

Scoperta dai Carabinieri una piantagione con oltre 1.000 piante di marijuana

Scoperta dai Carabinieri una piantagione con oltre 1.000 piante di marijuana

31 Agosto 2026
106
Una donna ha cercato di suicidarsi, salvata dai Carabinieri

Controlli lungo le strade dei Carabinieri nel Soveratese

31 Agosto 2026
105

Cinquantacinque anni, analista finanziario, italiano con cittadinanza svizzera, originario di Reggio Calabria. Un uomo qualunque, fino a quando l’inferno non si è aperto davanti ai suoi occhi. Una festa che doveva salutare l’anno nuovo si è trasformata in tragedia: il fuoco, il panico, le vie di fuga bloccate, decine di ragazzi intrappolati.

Quando Paolo Campolo vede le fiamme avvolgere il locale, non scappa. Non si gira dall’altra parte. Fa quello che, forse, solo chi è cresciuto in una terra dura e solidale come la nostra Calabria sa fare senza pensarci: corre verso il pericolo.

Raggiunge una porta d’emergenza, ma è bloccata. Dietro il vetro intravede mani, piedi, corpi ammassati. Ragazzi giovanissimi che spingono, che urlano, che stanno soffocando. Con l’aiuto di un altro uomo – uno sconosciuto, come spesso accade nelle storie vere – prova in ogni modo a sfondarla. Calci, spallate, disperazione. Finché la porta cede.

A quel punto succede l’impensabile: i corpi gli cadono addosso. Vivi, ustionati, alcuni coscienti, altri no: “Mi imploravano aiuto”, racconterà poi. Molti parlavano italiano. E tra loro c’era anche il fidanzato della figlia, mentre lei, solo per un contrattempo dell’ultimo minuto, quella sera non era lì.

È in quel momento che Paolo fa un passo oltre la paura. Entra nel locale in fiamme. Rischia tutto. La pelle, i polmoni, la vita. Uno dopo l’altro trascina fuori quei ragazzi, a mani nude, avanti e indietro per interminabili minuti: “Pensavo solo: potrebbero essere i miei figli”.

È una frase che pesa come un macigno e che racconta più di mille analisi psicologiche.

Paolo Campolo
Paolo Campolo

Alla fine, quando il fuoco viene domato e la notte lascia spazio all’alba, il bilancio umano porta anche il suo segno: dieci vite salvate. Dieci giovani che oggi respirano, che avranno ancora un futuro, perché un uomo ha deciso che non poteva voltarsi dall’altra parte.

Paolo Campolo oggi è ricoverato all’ospedale di Sion, con ustioni e ferite. Se la caverà. Altri stanno ancora lottando tra la vita e la morte, compreso il fidanzato della figlia. Ma il gesto resta. Granitico. Incontestabile.

C’è qualcosa di profondamente calabrese in questa storia. Non la retorica, non il folklore. Ma quel senso antico dell’onore, della protezione dei più giovani, dell’aiuto che non si nega, anche quando costa caro. È lo spirito di una terra abituata a resistere, a stringere i denti, a fare comunità nei momenti peggiori.

Quando tutto sarà finito, Paolo Campolo meriterà premi, riconoscimenti, attestati ufficiali. Lo diranno le istituzioni, lo scriveranno le targhe. Ma il riconoscimento più grande è già inciso nei volti di quei ragazzi salvati e nelle lacrime delle loro famiglie.

In una notte di fiamme e paura, un calabrese ha ricordato a tutti cosa significa essere uomini. E, per una volta, la parola “eroe” non è affatto esagerata.

Tags: calabresecrans montanaeroeincendioregginostrage

Maurizio

Articoli Simili

Scoperta dai Carabinieri una piantagione con oltre 1.000 piante di marijuana

Scoperta dai Carabinieri una piantagione con oltre 1.000 piante di marijuana

da patriziaventurino
31 Agosto 2026
106

Tre persone sono state arrestate in flagranza di reato a Rosarno, mentre era intente a curare circa 1000 piante di...

Una donna ha cercato di suicidarsi, salvata dai Carabinieri

Controlli lungo le strade dei Carabinieri nel Soveratese

da patriziaventurino
31 Agosto 2026
105

Hanno determinato il sequestro amministrativo di 3 veicoli, il ritiro di 5 patenti, e la decurtazione di 94 punti-patente in...

Esplosione al B&B di Mileto, il SIM Carabinieri di Vibo Valentia sottolinea l’eroismo dei colleghi intervenuti

Esplosione al B&B di Mileto, il SIM Carabinieri di Vibo Valentia sottolinea l’eroismo dei colleghi intervenuti

da Maurizio
31 Agosto 2026
122

Una nota della Segreteria Provinciale del SIM Carabinieri di Vibo Valentia: “Conseguenze ancora più tragiche se non fossero intervenuti i...

La Guardia di Finanza sequestra 91 chili di prodotti ittici non tracciati in un ristorante di Marina di Gioiosa Ionica

La Guardia di Finanza sequestra 91 chili di prodotti ittici non tracciati in un ristorante di Marina di Gioiosa Ionica

da patriziaventurino
31 Agosto 2026
103

All’interno trovate gravi carenze igienico sanitarie sia nei locali adibiti alla conservazione e lavorazione degli alimenti, sia del personale addetto...

Prossimo
Un altro immondezzaio lungo la strada del Sert nello storico parco dell’ospedale Ciaccio di Catanzaro

Un altro immondezzaio lungo la strada del Sert nello storico parco dell'ospedale Ciaccio di Catanzaro

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews