Lo hanno scoperto i Carabinieri del Nucleo Forestale di Vibo Valentia su un terreno di circa un ettaro situato nella frazione di Vibo Marina
Qualcuno potrebbe pensare “cosa ci vuole a tagliare un albero” se questo è vecchio, malato o crea problemi perché troppo grosso? Ebbene, non lo si può fare in maniera indiscriminata, neanche su un terreno privato, men che meno su terreno pubblico, dove ci vogliono, autorizzazioni e bisogna seguire regole codificate da apposite leggi.
Per questo quello che è successo a Vibo Marina ha portato alla denuncia all’autorità giudiziaria il committente dell’opera, il rappresentante legale della ditta che ha materialmente eseguito il taglio e il tecnico responsabile della redazione del progetto.
Ma andiamo con calma. Il tutto parte dal un sopraluogo effettuato dal Nucleo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia su un terreno di circa un ettaro situato nella frazione di Vibo Marina, sul quale sarebbero dovuti essere presenti ancora alberi ad alto fusto della famiglia degli eucalipti, peccato però che questi non c’erano più erano stati tagliati all’altezza dal terreno.
Dai controlli è risultato che il taglio degli alberi non solo era stato eseguito in modo irregolare, visto che il taglio raso, per i boschi ad alto fusto, è espressamente vietato dal regolamento forestale regionale, inoltre il progetto presentato dal committente non aveva le necessarie autorizzazioni paesaggistiche e il taglio presentava gravi difformità rispetto agli atti progettuali.
Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il bosco era stato dichiarato come “governato a ceduo”, una tipologia di gestione che permette tagli più agevoli, la realtà, invece, era però radicalmente opposta, si trattava di “un soprassuolo costituito da esemplari di eucalitto ad alto fusto, con piante che raggiungevano i 30 metri di altezza e diametri fino a 150 centimetri” per questo motivo non possono essere “semplicemente tagliati”.
Il taglio, definito irregolare, quindi ha portato alle denunce oltre che all’emissione, per il committente e la ditta che lo ha eseguito, anche di sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 4.800 euro









