L’esponente di Fratelli d’Italia si chiede come mai è stabilita la data di apertura cantiere e non quella di chiusura e se prima non era il caso di aprire le altre strade chiuse in zona in modo da limitare i disagi agli automobilisti e agli abitanti
“L’ordinanza del 15 aprile n. 14 del comune di Vibo Valentia che dispone la sospensione della circolazione e della sosta su ambo i lati in via A. Pignatari e via Scesa del Gesù di Vibo Valentia nel tratto compreso tra corso Umberto I° e Piazza delle Erbe con decorrenza lunedì 19 aprile e per il tempo strettamente necessario alla ultimazione dei lavori da parte della ditta appaltatrice, pubblicata il 21 aprile si ritiene assolutamente imbarazzante”. È quanto scrive l’esponente di Fratelli d’Italia Katia Franzè non appena venuta a sapere la notizia.
“Mentre con trepidazione i commercianti, gli utenti i residenti aspettano a distanza di oltre 1 anno e mezzo dall’inizio dei lavori che hanno interessato la sistemazione di soli 70 metri di Via Luigi Razza, che il cantiere denominato “cantiere lumaca” che ha messo in ginocchio le attività commerciali che insistono sulla via, venga chiuso, oggi gli si trovano in una condizione addirittura peggiore che ha dell’inverosimile”.
“L’ordinanza citata, difatti, prevede la chiusura delle due arterie di prossimità della via Luigi Razza, ove viene disposta la sospensione della circolazione e della sosta su ambo i lati, con data di inizio certa, ovvero il 19 aprile, e senza indicazione di data di ultimazione dei lavori”.
“Mentre si sperava nella apertura di Via Luigi Razza che avrebbe dato speranza di ripresa delle attività commerciali e servizi ai cittadini residenti ed utenti, si provvede a chiudere le ulteriori vie di circolazione adiacenti”.
La componente del coordinamento cittadino di Fratelli D’Italia, Katia Franzè, punta subito il dito contro il sindaco Enzo Romeo.
Denuncia con forza l’ennesimo episodio di inefficienza amministrativa e chiede all’amministrazione comunale di fornire tempi certi sull’ultimazione di questi lavori e sul perché si sia preferito, prima di riaprire Via Luigi Razza, procedere a chiudere anche le altre due strade adiacenti.
“È inaccettabile – dichiara inoltre, l’avvocato Franzè – che si conosca solo l’inizio dei blocchi stradali e non il termine di ultimazione dei lavori.
In breve non è dato sapere per quanto tempo e quanti altri sacrifici si chiedano a quei commercianti e residenti che in quella zona hanno la loro vita economica e familiare.
La ragione è molto semplice – chiosa Katia Franzè – siamo di fronte all’ennesima superficialità e cattiva gestione amministrativa che vanno ad aggravarsi per via del silenzio assordante dell’amministrazione che non è stata capace di dare risposte concrete nell’indicare un termine certo di ultimazione dei lavori”.
“Avrebbe dovuto innanzi tutto riaprire via Luigi Razza per ridare speranza alle attività commerciali dopo mesi di sacrificio e, soprattutto, ripristinare quella viabilità che oggi è interrotta creando ulteriore traffico nelle zone adiacenti, e successivamente procedere al ripristino delle basole nelle vie indicate nelle ordinanze.
Tale arroganza amministrativa va ad offendere quei poveri cittadini che si aspettano da una buona politica risposte concrete: i cittadini e gli imprenditori hanno diritto di conoscere quando verranno completati i lavori, questo è il punto, non possono mettere ulteriormente in difficoltà attività produttive, famiglie ed utenza.
C’è bisogno di tempi certi di conclusione dei lavori e di chiarezza al fine di consentire che quella speranza di crescita di questo territorio, che a tutt’oggi manca, sia percepita dai cittadini vibonesi, dagli imprenditori, dagli utenti“.









