Il successo di questa prima stagione lo si deve ascrivere esclusivamente ad A.M.A. Calabria ed al suo Direttore artistico, il M° Francescantonio Pollice
di Carlo Maiolo Franzé
È sera, al termine dello spettacolo di sabato 18 aprile, l’attore Raoul Bova risponde agli intensi applausi del pubblico vibonese chinando il capo, e con le mani giunte e portate al petto: pronuncia poche parole di ringraziamento rotte dalla commozione.
Spentosi l’ultimo battimani della gente presente nella sala a ferro di cavallo, antica e storica invenzione propria dei teatri detti all’italiana, torna la quiete. Abbandono – così – il mio posto a sedere in uno dei palchetti del primo dei tre anelli del nuovo Teatro guadagnando l’uscita, che si immette sull’ampio ballatoio con ringhiera, dalla quale – appoggiate le braccia – ammiro, grazie alla grande vetrata dell’entrata dell’importante edificio, la mia città. Essa si estende dalla vetta della collina dove troneggia il Castello Normanno-Svevo e, scendendo il suo declivio, fino alla estesa area comunale pianeggiante che arriva alla piazza del Municipio…e oltre. Dal mio punto di osservazione, è suggestivo il luccichio – lontano lontano – proveniente dai lampioni, dalle innumerevoli finestre e portafinestre di centinaia di case, da quelle dei palazzi civili, di quelli gentilizi e, poi, il brillio delle stelle in cielo.
Appena esco fuori da questa bianca e monumentale costruzione, sosto un po’ accanto a una delle aiuole del giardino mediterraneo che fa da collana alla moderna bellezza del nuovo Teatro, le cui linee architettoniche bene si sposano con quelle del quartiere che gli sta tutt’attorno. I denigratori “di professione” si divertono a ridicolizzare tale struttura definendola un banale parallelogramma; a me piace pensare – al contrario – che essa rappresenta: il presente che custodisce, protegge e si prende cura, al suo interno, della civiltà ereditata dal passato.
Molto più importante di questo preambolo descrittivo (che nasce dalla necessità di comunicare la vivida emozione provata dal sottoscritto nel frequentare, per la prima volta, il Teatro inaugurato il 17 dicembre 2025) è dire, rapidamente, del concerto di apertura della I^ Stagione di spettacoli di prosa, quello in cui si sono esibiti l’Orchestra Sinfonica e il Coro Polifonico del Conservatorio di Musica “F. Torrefranca”. Durante quella performance musicale, il “Te Deum” di F. J. Haydn sembrava volesse aprire, con la solennità della sua composizione, la quinta parete della sala teatrale: quella, cioè, del soffitto; per farci osservare con meraviglia, tramite le sublimi onde sonore delle note, gli astri e le comete della volta celeste notturna.
Il pieno successo della suddetta Stagione deve essere ascritto, esclusivamente, al suo Direttore Artistico e all’Associazione Culturale di cui egli è la guida: essi sono il M° e dott. Francescantonio Pollice e l’A.M.A. Calabria, che nel novembre del 2025 hanno vinto il Bando per la gestione semestrale del Teatro Comunale di Vibo Valentia.
L’eccellente e assai esperto M° F. Pollice è riuscito in una impresa che si è mostrata, all’inizio, impossibile: quella di organizzare, in poco più di due settimane, un Cartellone di otto spettacoli, tra i quali tre concerti (uno dei quali, extra stagione teatrale); un programma di eventi – quindi – che rappresenta un momento storico per la nostra comunità. Le forti qualità professionali del Maestro lametino (vibonese di nascita) si erano chiaramente evidenziate, già, nell’ambito suo di elezione: quello di docente e organizzatore musicale. Dopo la scialba e impersonale “dittatura musicale”, durata dal 1991 al 2013, del M° Antonella Barbarossa come Direttore del Conservatorio di Vibo Valentia: quest’ultimo risorge con l’arrivo del M° Pollice. Egli riesce, in sei anni di direzione del predetto Istituto (dal 2014 al 2019), a farlo diventare – attualmente – l’unico fiore all’occhiello (senza dimenticare, certo, il Museo Archeologico “V. Capialbi”, altro orgoglio della nostra città) di questa comunità che affonda le sue radici nell’antica Hipponion. Ora, dal I° marzo 2026, il M° F. Pollice è stato nominato Direttore del Conservatorio della nostra città per la III^ volta. Appunto in quei sei anni, il M° testé citato: crea nuovi corsi di studio (quelli di musica folklorica, bandistica, jazzistica ecc.); organizza masters tenuti da prestigiosi concertisti italiani e stranieri; istituisce il Festival del Jazz e fa svolgere, e portare a compimento, quello dei giovani strumentisti – nostri connazionali – che si stanno affermando oltre i confini italiani. Sempre lui, allestisce – da anni – la Stagione dei concerti del nostro Conservatorio di Musica: tradizione, questa, che era sparita da decenni dallo scenario vibonese.
Tornando al Nuovo Teatro Comunale, ci compiaciamo con il M° Pollice e A.M.A. Calabria dei booklet da essi distribuiti a noi spettatori: molto ben fatti dal punto di vista tipografico e ricchi di foto, di tutte le informazioni utili e necessarie, accurati nella descrizione degli spettacoli relativi alla Stagione di prosa da poco conclusa; dell’apprezzabile e bella presenza delle hostess, giovani ragazze molto garbate nei modi e nei toni del loro eloquio, le quali hanno indossato giacche di taglio maschile e pantaloni rigorosamente di color scuro, disponibili – le sere degli spettacoli – a dare spiegazioni e chiarimenti con estrema cortesia; idem per le loro colleghe del botteghino e del guardaroba; della voce gentile di una donna che, fuori campo, raccomandava agli spettatori di rispettare le norme di buon comportamento durante le recite; e ancora, dei tecnici delle luci… di quelli del suono ecc. Tutto questo numeroso personale, giova precisarlo, è messo sotto regolare contratto e con i contributi pagati, così come la legge stabilisce d’autorità, dal Direttore Artistico M° F. Pollice con A.M.A. Calabria.
Tanto ci sarebbe da dire, ancora, su questa Associazione privata e la sua stimatissima guida. Ci limitiamo a ricordare, soltanto: dei 50 anni, quasi, delle loro onorate e autorevoli attività; delle decine e decine di Bandi di concorso che esse hanno vinto; delle loro plurime iniziative culturali finanziate, dopo la regolare presentazione di progetti convincenti, dall’Unione Europea, dal Ministero della Cultura, dalla Regione Calabria e via discorrendo; delle loro collaborazioni artistiche con rinomate personalità – del mondo della musica e dello spettacolo – nazionali e internazionali; delle loro innumerevoli opere per case editrici ed etichette discografiche; della ferrea volontà e inossidabile capacità di organizzare alla perfezione e far partire, solo considerando quest’ultimo biennio 2025/2026, tre Stagioni di spettacoli di prosa e altrettante di concerti di musica classica (senza tener conto dei molti eventi, da esse allestiti, in altre città della Calabria) a Catanzaro, a Lamezia Terme e a Vibo Valentia. In quest’ultima città, le matinée per le scuole volute dal M° F. Pollice: lo hanno molto gratificato. Tanto è vero che egli ha ricevuto, personalmente, una messe di messaggi di felicitazioni da parte di studenti, professori e dirigenti di vari istituti.
Alla luce di quel poco, o tanto, che si è detto fin qui… faccio la seguente domanda, che potrebbe sembrare pleonastica, a due persone che reputo intelligenti, sensibili, dotate di buon senso, oneste anche intellettualmente, rispettose del concetto e del valore relativi al merito e alla competenza: il Sindaco di Vibo Valentia dottor Enzo Romeo e il suo Assessore alla Cultura avvocato Stefano Soriano. E cioè: dopo i risultati raggiunti da A.M.A. Calabria e dal M° F. Pollice nel mettere in moto, per la prima volta, avviare e condurre la complessa macchina della gestione del nuovo Teatro e considerandone il consuntivo: ritenete necessario agire con tempestività e senza altro indulgere a pubblicare il Bando per la concessione di una gestione pluriennale del nostro Teatro Comunale, in modo da procedere più celermente, senza contravvenire legge alcuna… e consentire alla nostra città di poter usufruire in maniera ordinata e ben articolata di un’occasione culturale che i vibonesi hanno nei fatti dimostrato di gradire e desiderare?
Perché perdere tempo potrebbe risultare pregiudizievole per la qualità delle future stagioni per come la città ha mostrato, con la sua calorosa partecipazione, di meritare.









