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I Carabinieri arrestano uomo per maltrattamenti e tentato sequestro di minore

Violento sia con la moglie che con l’amante, arrestato dai Carabinieri di San Ferdinando

da patriziaventurino
5 Maggio 2026
in cronaca
Tempo di lettura: 2 minuti
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Le due donne non avevano mai presentato denuncia, ma l’eccessivo accesso ai pronti soccorsi della zona per incidenti domestici ha fatto scattare l’allarme

Un’escalation di violenza brutale, sistematica e senza freni, consumata tra le mura domestiche e nelle relazioni extraconiugali, è stata stroncata dall’intervento dei Carabinieri della Stazione di San Ferdinando, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura della Repubblica , nei confronti di un uomo del posto, gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati.

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Un uomo che, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, avrebbe trasformato la propria quotidianità in un incubo per due donne: la moglie, costretta a subire violenze anche davanti ai quattro figli minori, e l’amante, anch’essa vittima di aggressioni, minacce e umiliazioni. Due relazioni diverse, unite da un unico filo conduttore: la sopraffazione.

L’indagine – particolarmente complessa e delicata – non nasce da una denuncia, mai presentata a causa della paura e della totale soggezione delle vittime, ma dall’intuito investigativo dei Carabinieri. A far scattare il campanello d’allarme sono stati ripetuti accessi sospetti ai Pronto Soccorso degli ospedali di Gioia Tauro e Polistena da parte dei figli minori: ferite e traumi liquidati come banali incidenti domestici o stradali, mai riscontrati nei sistemi operativi delle Forze dell’Ordine.

Un’anomalia troppo evidente per essere ignorata. Da lì, l’avvio immediato di un’articolata attività investigativa, supportata da intercettazioni ambientali e telefoniche, che ha squarciato il velo su una realtà fatta di botte, minacce e terrore.

Le immagini che emergono dalle risultanze investigative sono drammatiche. La moglie sarebbe stata ripetutamente percossa, colpita anche con un braccio ingessato, strattonata, trascinata e sbattuta contro i muri, spesso sotto gli occhi dei figli, a loro volta terrorizzati e minacciati. In un episodio di inaudita violenza, l’uomo avrebbe tentato di soffocarla nel sonno premendole un cuscino sul volto, mentre le aggressioni erano accompagnate da insulti e minacce di morte, fino a evocare – in confidenze a familiari – la volontà di “sfilettarla”, espressione che richiama scenari di estrema gravità.

Ma la furia non si fermava lì. La stessa violenza si abbatteva anche sull’altra donna, sottoposta a un controllo ossessivo e a ripetute aggressioni fisiche, una delle quali le avrebbe provocato la rottura del labbro, con l’imposizione di non ricorrere a cure mediche. Anche per lei, un quotidiano fatto di insulti, vessazioni e minacce.

Un doppio fronte di violenza che evidenzia una personalità capace di esercitare la medesima brutalità in ogni contesto relazionale, alimentata – secondo gli inquirenti – da un marcato spessore criminale, tale da generare un clima di paura e silenzio assoluto attorno alle vittime.

L’operazione rappresenta l’ennesima dimostrazione di quanto sia decisiva l’iniziativa d’ufficio e la capacità investigativa dell’Arma dei Carabinieri nel far emergere e interrompere situazioni di violenza di genere sommerse, soprattutto in contesti dove la paura e il condizionamento rendono impossibile ogni richiesta di aiuto.

Tags: amantearrestocarabinierimatrattamentimogliesan ferdinando

patriziaventurino

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