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“No (A)More”: al Liceo Capialbi gli studenti danno voce alla lotta contro la violenza di genere

“No (A)More”: al Liceo Capialbi gli studenti danno voce alla lotta contro la violenza di genere

da redazione
14 Maggio 2026
in cultura
Tempo di lettura: 4 minuti
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È stata anche l’occasione per una riflesione sul fenomeno del femminicidio

Nell’Aula Magna del Liceo Statale Vito Capialbi l’evento conclusivo del progetto “No (A)More”, realizzato dagli studenti della II A dell’indirizzo linguistico e dedicato alla riflessione sul tema della violenza di genere e sul fenomeno del femminicidio.

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L’iniziativa, coordinata dalla prof.ssa Donatella Bruni e compresa nei percorsi di Cittadinanza Attiva e di Service Learning, ha coinvolto studenti, docenti, esperti e rappresentanti del territorio in un intenso momento di confronto e sensibilizzazione. Presenti all’evento il dirigente scolastico Antonello Scalamandré, Marcella Mellea in rappresentanza del Comune di Vibo Valentia, la psicologa scolastica Monica Sciacca, le rappresentanti dell’associazione vibonese “Le Foglie di Dafne”, Lea Pirillo ed Elisabetta Naccari, gli studenti del laboratorio “TeatriAmo” e del team anti-bullismo e cyberbullismo dell’istituto, coordinati rispettivamente dalle docenti Calafati e Brosio, una rappresentanza dell’orchestra del Liceo Musicale, abilmente diretta dal M° Diego Ventura.

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Ad aprire i lavori sono state le studentesse Sara Harhouri e Martina Lo Iacono, coadiuvate dalle compagne Angelica Mazzitello e Sara Demasi, che hanno spiegato il senso del titolo scelto per il loro percorso: “No (A)More”, con il doppio significato inglese/italiano di “No More”, ovvero “mai più”, ma anche “No Amore”, per sottolineare che controllo, paura e violenza non possono essere confusi con l’amore. Inoltre, gli studenti hanno voluto aderire all’iniziativa POSTO OCCUPATO, riservando uno dei posti in prima fila e posizionando un vestito rosso, una borsa ed una rosa rossa, un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Martina ha sottolineato come: “Ciascuna di quelle donne, prima che un marito o un ex partner decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, per rendere questa assenza-presenza una memoria tangibile, denunciare l’assenza di una donna che avrebbe potuto essere con noi!”

Il progetto No (A)More, deliberato dal Consiglio di Classe, ha visto gli studenti impegnati, nel corso dell’anno scolastico, in diversi gruppi di lavoro su: ricerca e statistica, analisi di casi simbolo, prevenzione, divulgazione.

Una prima parte, introdotta da Elisa Belluscio, è stata dedicata all’analisi statistica del fenomeno, con dati ISTAT e del Ministero dell’Interno che hanno evidenziato come la violenza sulle donne continui a rappresentare un’emergenza sociale diffusa, cifre che non sono semplici numeri ma vite interrotte bruscamente.

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Particolarmente toccante il focus di gruppo sui casi di Giulia Cecchettin e di Maria Assunta Currà, riportato da Manuel Vasapollo ed affrontato dagli studenti per dimostrare come il dramma della violenza di genere non sia una realtà lontana, ma riguardi anche il territorio locale, a qualunque età e in ogni realtà sociale e culturale.

Gli studenti hanno voluto offrire un ulteriore spunto di riflessione con un contributo video, realizzato da Cristina Papandrea, un filmato utile a contestualizzare le dinamiche psicologiche e l’evoluzione delle relazioni tossiche. 

Nel corso della mattinata si sono alternati momenti di riflessione, interventi degli esperti, intermezzi musicali, la rappresentazione teatrale “Malamore” ed un approfondimento sul cyberbullismo, come nuova forma di violenza e sopraffazione nel mondo digitale.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla prevenzione e al sostegno alle vittime, Karole Natale, nel riportare il lavoro svolto dal suo gruppo, ha invitato a riflettere sui segnali che dovrebbero rappresentare un campanello d’allarme per le donne possibili vittime di violenza.

Infine, l’ultimo lavoro di gruppo introdotto da Matilde Oriti, con il quale gli studenti hanno presentato l’idea di uno “Sportello d’ascolto”, pensato come spazio sicuro di supporto psicologico e legale per chi vive situazioni di violenza, accompagnato dalla pubblicazione di una Brochure informativa.

L’evento si è concluso con un momento partecipativo: ai presenti è stato chiesto di scrivere, su alcuni biglietti, parole e pensieri legati al tema trattato, significativo il messaggio in uno dei biglietti: “L’amore non lascia lividi!”, i messaggi sono stati successivamente commentati dalla psicologa Monica Sciacca. Un gesto simbolico che ha trasformato l’incontro in un’esperienza collettiva di ascolto, consapevolezza e responsabilità condivisa.

Con “No (A)More”, gli studenti della 2AL del Liceo Capialbi, oltre che una notevole capacità organizzativa, hanno dimostrato grande sensibilità e maturità, lanciando un messaggio forte: “la cultura del rispetto deve partire dai giovani, dalla scuola e dal dialogo quotidiano.”

Tags: amorefemminicidiofenomenoliceo capialbilottaoccasioneriflessioneviolenza di genere

redazione

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