La denuncia arriva direttamente dal segretario regionale della UilFP Polizia Penitenziaria, Salvatore Paradiso, che parla di una situazione ormai ingestibile e di un’emergenza che non può più essere ignorata
Sono passati solo due giorni dall’aggressione di un agente di Polizia Penitenziaria nel carcere di Catanzaro che bisogna registrare un nuovo episodio di violenza nei confronti di un poliziotto.
La denuncia arriva direttamente dal segretario regionale della UilFP Polizia Penitenziaria, Salvatore Paradiso, che parla di una situazione ormai «ingestibile» e di un’emergenza che non può più essere ignorata.
Secondo quanto riferito dal sindacato, durante la notte un detenuto straniero avrebbe manifestato comportamenti altamente pericolosi, alternando atti autolesionistici a condotte etero-aggressive che hanno richiesto prima l’intervento dei sanitari dell’istituto e successivamente il trasferimento al Pronto soccorso per le cure del caso.
La situazione sarebbe ulteriormente degenerata nel tardo pomeriggio quando, durante ulteriori accertamenti sanitari svolti all’interno del carcere, il detenuto sarebbe riuscito a sottrarre un paio di forbici a un operatore sanitario tentando di aggredire il personale medico e gli agenti della Polizia Penitenziaria presenti, prima di rivolgere l’arma contro sé stesso.
«Solo la prontezza, la professionalità e il coraggio del personale presente hanno impedito che la situazione degenerasse in una tragedia irreparabile», afferma Paradiso che evidenzia «come episodi di questo tipo non rappresentino più casi isolati ma una drammatica quotidianità, all’interno dell’istituto catanzarese, che attualmente ospiterebbe circa 730 detenuti a fronte di un organico della Polizia Penitenziaria gravemente sottodimensionato».
«In queste condizioni – sottolinea Paradiso – garantire sicurezza, ordine e tutela della salute, sia del personale sia dei detenuti, diventa ogni giorno più difficile. Le aggressioni al personale sono ormai all’ordine del giorno, mentre la risposta dell’Amministrazione Penitenziaria appare debole, tardiva e inefficace rispetto alla gravità della situazione».
«È necessario intervenire subito per deflazionare la popolazione detenuta dell’Istituto di Catanzaro – conclude Paradiso – perché continuare a ignorare questa emergenza significa esporsi deliberatamente al rischio di nuovi episodi violenti con conseguenze potenzialmente devastanti. Ora tocca alle istituzioni fare la propria parte».









