Un sogno che si realizza per i 27 ospiti del centro diurno che, insierme ai volontari stanno sviluppando l’arte culinaria con grandi risultati
A volte i sogni si avverano, soprattutto quelli che vengono fatti da chi ha il cuore puro e pieno d’amore. E i ragazzi insieme ai volontari dell’associazione il Dono di Jonadi di sogni ne hanno tanti, alcuni semplici, sogni di una vita felice, fatta di amore e soprattutto di speranza, altri un po’ più complessi come quello che si è avverato in questi giorni, poter avere una cucina con la quale preparare i pasti e le tante cose che hanno imparato in questi mesi di intenso lavoro, perché i ragazzi, così li chiamano con affetto, che frequentano il centro diurno, non stanno con le mani in mano, qui imparano ad essere autonomi per quanto possibile, imparano a relazionarsi con gli altri, imparano anche tutte quelle cose che in molti immaginano che non possano imparare come cucinare e la cucina è parte fondamentale per questa attività.
Si tratta di una cucina professionale con tutte le certificazioni necessarie per legge che non solo servirà per cucinare i pasti agli ospiti del centro, ma verrà anche utilizzata per cucinare una volta al mese per tutte le persone che vengono seguite con il Banco Alimentare.
“Un punto di partenza – afferma Marenza Farfaglia, presidente dell’Associazione Il Dono – perché il più grande progetto del Dono non è la cucina ma è la realizzazione di posti di lavoro per i ragazzi, attività lavorative vere e proprie e noi ne abbiamo 3 che potrebbero essere realizzate.
Qui al centro diurno formiamo i ragazzi affinché affrontino qualsiasi attività, da quelle quotidiane come il rifarsi il letto, e per questo abbiamo realizzato alcune stanze dove si potrebbe dormire, fare il bucato, e gli insegniamo a mettere su una lavatrice, a cucinare, e per questo è stata necessaria la cucina, fino a quelle più complesse che mirano ad inserirli in un contesto lavorativo.
Non tutti e 27 sono in grado di affrontare qualsiasi sfida, alcuni di loro potrebbero essere già pronti per altri ci vuole ancora un po’, ma l’intento è comunque realizzare un’attività come un panificio dove potrebbero benissimo trovare occupazione.
Quindi il nostro prossimo sogno adesso è realizzare un’attività lavorativa per i ragazzi”.









