Sono però numerosi i segni che segnalano la presenza delle Caretta caretta in più spiagge del litorale della Costa degli Dei, infatti, sono state rinvenute tracce a testimoniare tentativi di nidificazione.
A pochi giorni dell’avvio delle attività di monitoraggio delle spiagge vibonesi da parte dei volontari di Legambiente, sono stati rinvenuti due nidi di tartarughe marine nell’arco di due giorni e numerosi segni che segnalano la presenza delle Caretta caretta in più spiagge del litorale della Costa degli Dei, infatti, sono state rinvenute tracce a testimoniare tentativi di nidificazione.
Il primo rinvenimento è avvenuto, a seguito di pattugliamento della costa, presso la spiaggia di Formicoli a Santa Domenica mentre il secondo sulla spiaggia di Parghelia a confine con le spiagge di Zambrone.

Il nido di Formicoli, a causa dell’eccessiva vicinanza alla battigia, presentava un serio rischio per il normale sviluppo. Il luogo iniziale è stato infatti ritenuto inidoneo a causa dell’eccessiva vicinanza al mare e all’esposizione ai venti e alle maree che avrebbero potuto alimentare mareggiate con la concreta possibilità di rendere inefficace l’attività di tutela. Pertanto, per salvaguardarne l’esito, è stato trasferito in un luogo idoneo.
Il nido rinvenuto a Parghelia, invece, dopo le valutazioni di rito, è stato messo in sicurezza in attesa della schiusa.
I ritrovamenti di questi giorni consolidano le iniziali convinzioni del circolo di Ricadi, ovvero che, nonostante la forte antropizzazione, anche le spiagge più gettonate del litorale vibonese sono idonee alla nidificazione di questa specie a forte rischio estinzione.
L’attività dei volontari, in questi anni, non si è limitata all’individuazione e messa in sicurezza dei nidi. I dati raccolti, infatti, sono stati elaborati e utilizzati a scopi scientifici.
I consolidati ritrovamenti, sovvertono le convinzioni del passato e proiettano il litorale verso più nobili e consone mete. Queste bellissime spiagge a causa dell’eccessivo carico antropico, del consumo smodato di suolo e dell’alta presenza di bagnanti, nell’immaginario collettivo, erano considerate inidonee alla nidificazione. In effetti, le condizioni in cui versa la costa a causa dell’eccessiva pressione antropica e dello snaturamento dei luoghi non rappresentano, in generale, un habitat ideale per la nidificazione. Partendo da queste considerazioni i volontari del Circolo di Ricadi, hanno lanciato un appello ai gestori delle attività ricettive e degli stabilimenti balneari affinché si faccia sinergia e in uno slancio di collaborazione si operi insieme per l’individuazione e messa in sicurezza dei nidi ma soprattutto per rendere sempre più idonee le spiagge attraverso la rimozione di tutti gli ostacoli e azioni contrarie alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità ad iniziare dall’uso di mezzi meccanici per la pulizia dell’arenile.
Un appello raccolto da molte amministrazioni locali ma anche da alcuni lidi che hanno dato e stanno continuando a garantire il proprio supporto. Passi concreti questi, che oltre alla salvaguardia della biodiversità marina, potrebbero proiettare le coste vibonesi verso una rigenerazione sempre più necessaria.
I volontari, nell’ambito del progetto “Life Turtlenest” finalizzato alla salvaguardia dei nidi di tartaruga marina nel Mediterraneo Occidentale, per la terza stagione consecutiva stanno realizzando il monitoraggio costante delle spiagge anche con l’ausilio di droni. Un’attività che si svolge quotidianamente all’alba e che vede impegnati numerosi soci dei locali circoli. Ogni anno si aggiungono nuovi transetti da ispezionare e questo rende sempre più impegnativa l’attività che viene svolta su base assolutamente volontaria.
Il Circolo Legambiente Ricadi invita anche i cittadini a rendersi parte diligente offrendo la propria collaborazione. A tal fine, periodicamente, vengono realizzati presso la sede dell’associazione corsi per formare nuovi volontari.









