Dal consigliere regionale Vito Pitaro riceviamo e pubblichiamo
C’è un momento della giornata, a Pizzo Calabro, in cui la bellezza del nostro Golfo si impone da sola, senza bisogno di parole: è quel riflesso del sole sulle acque della nostra costa, che per generazioni ha rappresentato la nostra identità, la nostra risorsa economica e il nostro orgoglio. Come cittadino, prima ancora che come consigliere regionale — da chi questa comunità la vive da vicino e ne respira la vita quotidiana — conosco profondamente la frustrazione che negli anni passati ha accompagnato le estati di residenti, villeggianti e operatori turistici.
Per troppo tempo, le notizie che interessavano il mare di Pizzo Calabro sono state scandite dalle cronache sulle criticità ambientali: le acque colorate di verde, i vistosi fenomeni di contaminazione, con le notizie di divieti temporanei di balneazione, nei punti più critici, hanno alimentato un clima di sfiducia, sia da parte dei cittadini che da parte degli operatori turistici.
Episodi spesso legati alla fragilità della rete di depurazione, alle criticità lungo i corsi d’acqua e i torrenti che sfociano sul nostro litorale, a fenomeni di fioritura algale, accentuati dalle alte temperature.
Erano immagini e titoli di giornale che ferivano il nostro territorio e penalizzavano un tessuto economico forte di una secolare vocazione all’accoglienza. Oggi, guardando i dati e vivendo direttamente la stagione estiva, la fotografia di questo mese di luglio ci consegna un quadro profondamente diverso e incoraggiante.
Il miglioramento sensibile e tangibile della qualità e della limpidezza del nostro mare non è frutto del caso o di una favorevole congiuntura meteorologica, ma il risultato visibile di una strategia precisa, fatta di programmazione, controlli e lavoro di squadra.
Se la rotta è cambiata, lo si deve alla sinergia istituzionale che la Regione Calabria ha saputo mettere in campo, insieme a tutti gli attori chiave del territorio. Un plauso sentito va al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per la visione e la determinazione con cui ha guidato e coordinato questa strategia, ponendo la tutela ambientale al centro dell’azione di governo regionale. Un plauso va altresì all’assessore Montuoro e al dirigente Siviglia, per l’impegno e la competenza con cui hanno seguito da vicino ogni fase di questo percorso. Un plauso doveroso va inoltre al lavoro fatto in questi anni dalla Procura di Vibo Valentia, alle Istituzioni scientifiche coinvolte, al Dipartimento Ambiente regionale, alla stessa Arpacal, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia Costiera e alle Forze dell’Ordine che, con le attività di sorveglianza — anche mediante l’ausilio di tecnologie innovative e droni ambientali — hanno presidiato il territorio per prevenire e sanzionare ogni forma di scarico illecito.
Vedere un mare pulito a Pizzo Calabro nel mese di luglio non è soltanto un risultato tecnico: è l’affermazione di un principio politico fondamentale. La tutela dell’ambiente non si fa con gli slogan o con la rassegnazione, ma con l’assunzione di responsabilità, il coordinamento rigoroso delle competenze e la continuità degli interventi.
La strada imboccata è quella giusta, ma la guardia non va abbassata. Il risultato di questo primo scorcio d’estate deve rappresentare non un punto di arrivo, ma una solida base di partenza su cui continuare a costruire il futuro sostenibile della Costa degli Dei e dell’intero litorale calabrese.
Restituire un mare eccellente, ai cittadini di Pizzo Calabro e ai turisti che scelgono la nostra terra, significa restituire futuro, valore ed entusiasmo alla Calabria intera. Dimostrare che la legalità ambientale e l’efficienza amministrativa possono curare ferite storiche non è soltanto un dovere verso la nostra comunità, ma è il segno tangibile di una Regione che ha smesso di subire le emergenze e ha finalmente imparato a governare il proprio destino.
Vito Pitaro, consigliere regionale











