Scoperte 97 posizioni anomale per l’omesso il pagamento dell’I.M.U. per un ammontare complessivo di circa 350 mila euro
L’escamotage di mettere la residenza di figli, mogli, mariti o genitori nella seconda casa, all’apparenza potrebbe sembrare una cosa del tutto legale, ma non ci si rende conto che per evitare di pagare l’IMU per quell’abitazione si danneggia l’intera comunità in quanto quelle somme sono destinate a migliorare i servizi in quelle zone.
Per tentare di arginare il fenomeno, già dal gennaio del 2025 i finanzieri della Compagnia di Soverato, comune ad alta vocazione turistica e con alto numero di seconde case, hanno iniziato un’attività di monitoraggio e controllo sul patrimonio immobiliare dell’area soveratese finalizzata a contrastare l’evasione fiscale di tributi locali connessi a residenze fittizie e seconde case utilizzate nel periodo estivo, portando alla luce ben 97 posizioni anomale per l’omesso il pagamento dell’I.M.U. per un ammontare complessivo di circa 350 mila euro.
Gli accertamenti, basati anche sull’incrocio di dati, hanno permesso di rilevare il mancato pagamento da parte di numerosi proprietari di immobili che hanno fruito delle agevolazioni e delle esenzioni previste per l’abitazione principale con riferimento ai periodi di imposta tra il 2020 e il 2024.
Per ciascun contribuente sono state prese in considerazione la residenza, i dati catastali degli immobili di proprietà, l’eventuale titolarità di aziende, attività commerciali, studi professionali in altri comuni o regioni, la disponibilità di altri immobili di domicilio e la residenza degli altri componenti del nucleo familiare, a questo vanno aggiunti i dati relativi agli effettivi consumi energetici dell’utenza attivata presso l’immobile dichiarato come abitazione principale.
Le successive verifiche effettuate hanno, così, riscontrato l’esistenza di un immobile adibito a struttura ricettiva alberghiera per il quale è stato omesso il pagamento della relativa imposta quantificata in Euro 50.098,00 e di diverse residenze esclusivamente “documentali” nell’immobile dichiarato come abitazione principale per usufruire delle agevolazioni previste in materia di esenzione dall’imposta, avendo di fatto il domicilio in altro comune.
Da quanto si apprende, per evitare l’applicazione di ulteriori sanzioni, oltre il 20% dei contribuenti destinatari degli avvisi di accertamento inviati dal Comune hanno già versato le somme dovute estinguendo il relativo debito.










