Si potrebbe dire “una scelta di immagine rinnovata”, una scelta estetica che privilegia una visione aperta e non coperta da vegetazione ormai datata. Si potrebbe dire, ma…
Che Vibo Valentia sia diventata la città del paradosso è un dato ormai accertato. Acquisito con l’esperienza.
Un esempio emblematico: è bastato che diventasse Capitale Italiano del Libro che, come d’incanto, non si è più organizzato il Festival Leggere&Scrivere, né la Fiera della piccola editoria ViBooK; e poi, lo scientifico dissolvimento del CEV, mentre ha pure chiuso, incredibilmente, il Sistema Bibliotecario, il tutto nell’assoluta indifferenza, coniugata all’inettitudine.
Un altro esempio? ancora più eclatante?
Era detta “giardino sul mare”, ma è rimasto il mare, oltretutto sempre meno visibile considerato che è stata concessa l’autorizzazione a costruire lungo il panoramico Viale della Pace. Rimaneva comunque una città a vocazione verde con i suoi tanti Parchi (della storica Villa Comunale si hanno notizie scarse e “preoccupanti”; del Parco delle Rimembranze meglio tacere a proposito della strada imboccata; il Parco urbano sopravvive vivacchiando e di Villa Gagliardi abbiamo già scritto qualche settimana fa del suo stato di abbandono dopo la solenne riapertura). Di più: una politica improntata alla “sicurezza” ha fatto strage di alberi: di viale Affaccio è rimasta solo la denominazione, perché oggi si presenta una via cementificata per via dell’abbattimento sistematico di ogni albero; le pinetine sono state azzerate, con il caso eclatante della cosiddetta piazza Salvemini; il restyling di piazza Municipio è il monumento al “vuoto”: una spianata al posto di storiche aiuole e alberi, che furono di pregio.
Si potrebbe dire “una scelta di immagine rinnovata”, una scelta estetica che privilegia una visione aperta e non coperta da vegetazione ormai datata. Si potrebbe dire, ma…
Ma siamo a Vibo Valentia. Là dove il “giardino sul mare” è stato sostituito dalla “città del paradosso”.



Ed infatti, ecco che la città che non ha più viali alberati e piazze con aiuole e/o pinetine, ospita però vie del centro storico dove si scatena la natura selvaggia. Come mostrano le foto inviateci in redazione, alberi lasciati e se stessi, senza controllo e potatura che crescono e giocano allegramente con la vegetazione spontanea a chi conquista più territorio invadendo marciapiedi, incroci e finanche finestre che vi si affacciano costringendo chi qui abita a non poterle aprire, a dispetto del caldo che incombe giustamente quando si è in estate.


E così Vibo Valentia alterna drastiche decisioni di abbattimento totale di alberi con il totale abbandono di altri alla mercé della crescita disordinata e spontanea che la natura concede.
Siamo a Vibo Valentia!











