Un’intensa attività investigativa e patrimoniale che ha portato a confische definitive per oltre 230 milioni di euro e sequestri patrimoniali superiori a 150 milioni di euro.
Non solo il bilancio dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza nell’ultimo anno, ma un resoconto dettagliato dell’attività svolta negli ultimi tre anni nel contrasto alla criminalità organizzata, ai reati economico-finanziari e alle frodi ai danni dello Stato che ha portato a confische definitive per oltre 230 milioni di euro e sequestri patrimoniali superiori a 150 milioni di euro.
A presentare il bilancio operativo, durante la cerimonia celebrativa del 252° anniversario della fondazione del Corpo svoltasi a Catanzaro, è stato il comandante regionale della Guardia di Finanza Calabria, il generale di divisione Gianluigi D’Alfonso, che ha evidenziato come la strategia adottata abbia avuto un obiettivo preciso: colpire i patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali.
“L’aggressione ai patrimoni illeciti – ha spiegato – permette infatti di privare la criminalità delle risorse economiche necessarie per infiltrarsi nel tessuto produttivo, nelle attività economiche e persino nelle istituzioni pubbliche”.
Grazie al coordinamento con l’Autorità giudiziaria, i risultati ottenuti nel triennio sono stati definiti “di assoluto rilievo”, confermando il ruolo centrale della Guardia di Finanza nella tutela della legalità economica.
Tra le attività più rilevanti emerge il contrasto al traffico internazionale di droga, con particolare riferimento al porto di Gioia Tauro, considerato uno dei principali hub logistici del Mediterraneo.
Negli ultimi tre anni le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 11 tonnellate di cocaina, intercettando ingenti quantitativi di stupefacenti destinati al mercato europeo. Un risultato che conferma il ruolo strategico dello scalo calabrese nelle rotte internazionali del narcotraffico e l’importanza delle attività di controllo svolte quotidianamente dalle forze dell’ordine.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla tutela della spesa pubblica e dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
“L’obiettivo, – ha sottolineato D’Alfonso – è stato quello di impedire che risorse fondamentali per lo sviluppo del territorio finissero nelle mani di soggetti legati alla criminalità o coinvolti in sistemi fraudolenti”.
Nel corso dell’ultimo triennio la Guardia di Finanza ha accertato frodi per oltre 330 milioni di euro,
danni erariali pari a circa 810 milioni di euro, presunti appalti pilotati, l’utilizzo di società di comodo, prestanome e altri meccanismi finalizzati a sottrarre risorse pubbliche.
Il comandante regionale ha voluto infine sottolineare anche il valore sociale dell’azione svolta dalla Guardia di Finanza.
“Molti dei beni sottratti alla criminalità organizzata sono stati infatti restituiti alla collettività e destinati a finalità pubbliche, trasformandosi in scuole, centri di assistenza, luoghi dedicati alla cultura e presidi permanenti di legalità”.










