Era latitante dal 2022, dovrà espiare un cumulo di pena
Don Nico, al secolo Domenico Paviglianiti, ritenuto elemento di vertice nell’omonima cosca di ndrangheta operante nella provincia Reggina e con proiezioni nel nord Italia e all’estero, resosi irreperibile dal 2022 quando era stato emesso nei suoi confronti in ordine di esecuzione per cumulo di pena dalla Procura della Repubblica di Bologna che disponeva l’esecuzione di oltre 19 anni di carcere per reati di associazione mafiosa omicidio e armi, è stato individuato a Soria, una località dell’entroterra spagnola a circa 200 km da Madrid, dalla Guardia di Finanza e dal UDYCO, la divisione della polizia spagnola specializzata nel contrasto del narcotraffico e alle organizzazioni criminali internazionali; l’uomo stava uscendo da un ristorante.
Si è arrivati alla sua cattura monitorando alcune persone a lui legate e soprattutto i viaggi che queste effettuavano in Spagna dove il latitate si era già stabilito dagli anni 90.
Il suo percorso criminale si inserisce nel contesto della cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta che si sviluppò tra il 1985 e il 1991, nel corso della quale già rivestiva un ruolo di primo piano schierandosi a sostegno della cosca De Stefano nella contrapposizione con il gruppo Condello in una fase caratterizzata da numerosi omicidi che hanno inciso sugli equilibri mafiosi della provincia Reggina.
Nel corso degli anni lo stesso Domenico Paviglianiti è stato destinatario di molti provvedimenti restrittivi e condanne definitive per reati di particolare gravità tra cui associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in particolare è stato condannato all’ergastolo, successivamente rideterminato in anni 30 di reclusione, per fatti connessi a partire dagli anni Ottanta e poi ulteriormente condannato per omicidio e altri gravi reati
Già nel 1996 e nel 2021 durante precedenti periodi di latitanza veniva individuato e tratto in arresto, sempre in Spagna, e nel 2022 veniva emessa nei suoi confronti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno, non eseguita per la sua irreperibilità. Il 2 luglio del 2022 veniva quindi emanato nei suoi confronti un nuovo mandato di arresto europeo, finalmente eseguito. Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure per il suo trasferimento in Italia dove dovrà espiare la pena definitiva alla quale è stato condannato.









