Sui diritti delle persone con autismo non possono esserci passi indietro
Quella che stanno conducendo le famiglie dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico della provincia di Vibo Valentia è una battaglia di dignità.
Avendo sempre seguito con attenzione il percorso dell’ANGSA Vibo Valentia, abbiamo spesso raccontato dell’impegno fatto di sacrifici, studio, confronto con le istituzioni e, soprattutto, di una straordinaria capacità di trasformare il dolore delle famiglie in proposta e partecipazione. Proprio grazie a questa perseveranza è stato possibile conquistare servizi che oggi rappresentano un punto di riferimento per decine di persone e che non possono essere messi a rischio da ritardi, incertezze burocratiche o difficoltà organizzative.
Il comunicato diffuso dall’associazione dopo l’incontro del 7 luglio al Centro Servizi per l’Autismo di Nicotera fotografa una situazione che merita la massima attenzione.
Le criticità che stanno interessando il Progetto Autismo dell’ASP di Vibo Valentia hanno spinto una trentina di famiglie a riunirsi e a costituire un Comitato spontaneo dei genitori degli utenti dei Centri Autismo, con l’obiettivo di vigilare sull’attuazione della convenzione, difendere i diritti acquisiti e collaborare con le istituzioni per migliorare i servizi.
La nascita del Comitato non rappresenta un gesto di contrapposizione, bensì un atto di responsabilità civica. Quando i cittadini decidono di organizzarsi significa che avvertono il bisogno di far sentire la propria voce, di chiedere certezze e continuità assistenziale. Ed è comprensibile che ciò accada quando si parla di percorsi terapeutici che non possono conoscere interruzioni, perché dietro ogni progetto riabilitativo c’è la crescita, l’autonomia e il futuro di una persona.
Le famiglie chiedono il rispetto dei tempi previsti per il rinnovo dei Progetti Riabilitativi Individuali, dei Budget di Salute e dei Progetti di Vita, strumenti fondamentali affinché la presa in carico sia realmente efficace e continuativa. Evidenziano inoltre le difficoltà che ancora persistono nel coordinamento tra servizi sanitari e sociali, soprattutto in alcuni ambiti territoriali, e ribadiscono la necessità di garantire l’accesso ai centri anche a chi è ancora in lista d’attesa.
È una richiesta che appare difficile contestare. Parlare di inclusione significa anzitutto garantire ciò che la legge già riconosce come diritto.
L’auspicio è che l’Azienda Sanitaria Provinciale raccolga questo appello con spirito costruttivo. Nessuno trae beneficio da uno scontro tra istituzioni e famiglie. Al contrario, è proprio il dialogo, accompagnato da decisioni rapide e concrete, che può restituire serenità a chi vive quotidianamente il peso dell’assistenza e dell’accompagnamento dei propri figli.
ViViPress continuerà a seguire questa vicenda con la convinzione che la qualità di una comunità si misuri anche dalla capacità di prendersi cura delle persone più fragili. E quando a chiedere attenzione sono famiglie che da anni costruiscono, propongono e collaborano, la politica e le istituzioni hanno il dovere morale, prima ancora che amministrativo, di ascoltare e intervenire.
Perché sui diritti delle persone con autismo non possono esserci passi indietro.










